Pompei, l’archeologia politica del Nord e del Sud

di ROBERTO BERNARDELLI*

Pompei è l’Italia. Ed è anche la politica del Nord e del Sud che risorge come l’araba fenice alleandosi con quel che resta pur di sopravvivere, abbracciando Roma e quel che gira attorno ai vizi capitali. Roma è diventata la parente stretta che assicura anche la soglia del 4%, se serve. L’indipendenza, tanto, devono avere pensato, non la si raggiunge, il treno è già passato. D’altra parte la politica è archeologia. Reduci, resti, sopravvissuti, malconci. Pronti a stringere matrimoni d’interesse a destra, soprattutto, e se dovesse servire anche a sinistra. Sai mai nella vita cosa può accadere.

Nello scorrere anche solo velocemente e in modo distratto internet digitando “Pompei sprechi”, trovi proprio l’emblema della politica che oggi sta al governo e quella che fa finta di stare all’opposizione.

“Le mille bottiglie di lusso dell’ex commissario”, per cominciare, poi si va a questo: “Con i regali a F. si pagavano tre archeologi”. E, ancora: “Degrado e sprechi, Pompei senza guida da 6 mesi”. “Pompei crolla e Roma litiga”.

“Per restaurare non c’è un euro”. “Sprechi e spese gonfiate al posto dei restauri”. “Il sacco di Pompei, cemento e mattoni”. “Milioni per le aercheoambulanze”. “Tutto quello che ci tocca pagare inutilmente”. “Anziché riparare i danni si assumono 25 burocrati”.

E avanti così. Nulla di nuovo, la lava continua ad eruttare, non ha mai smesso dal giorno della catastrofe. Costa forse quasi come il Parlamento anche il teatro grande. Si legge dal sito “Archeonews”:  “Come ben saprete è stato sottoposto a un impattante intervento di restauro, molto criticato da più parti, per renderlo in grado di ospitare eventi e concerti. La cifra di partenza prevista per i lavori era di 449.882 euro (IVA esclusa, quindi +20%), ma nel giro di due anni questa somma è più che decuplicata, si dice anche oltre misura fino a superare l’astronomica somma di 5 milioni di euro (10 miliardi di lire, per capirci). Oltre questo, l’intervento ha portato alla ricostruzione dei gradini originali rimpiazzati con moderni mattoni in tufo: oltre ad omologare la cavea dell’antico teatro a quella di una di moderna realizzazione, hanno realizzato un intervento estremamente invasivo del monumento”.

E che dire di “altre spese incomprensibili… vengono citati 55.000 euro per acquistare una fornitura di 1000 bottiglie di vino con l’etichetta Villa dei Misteri (cantina Mastroberardino); esse sono state in parte inviate alle ambasciate estere, ma in larga misura giacciono in un magazzino”.

E via dicendo. Tanto, siamo assuefatti al peggio. Nessuno ha visto nei ministeri? La Corte dei Conti fino all’altro giorno dormiva? E la Finanza, o Equitalia, oltre che massacrare chi non emette scontrini a Cortina, ha mai messo il naso dove la Camorra fa l’archeologa da decenni? Troppa fatica? Perché tanta lentezza? I processi d’altra parte si fanno laddove c’è visibilità, spesso convenienza, e più spesso ancora uso della magistratura per altri fini. Per sostituirsi alla politica che non governa. Ebbene, la magistratura apra una sede di tribunale nel vecchio foro di Pompei, ci installi magistrati con le palle quadrate e passi al setaccio tutti gli appalti deliberati e ammessi dai ministeri, dai direttori generali, dai commissari straordinari. Poi ne riparliamo, dell’Italia, dei viaggi in Germania e dell’euro, e anche degli accordi per combattere l’Europa dei cattivi. Il problema è che i nemici li abbiamo in casa, il nemico interno è l’eterna Pompei politica, quella del Sud e quella del Nord. O ci sono ancora dubbi sulla sostanza della macropompei regionale che avanza?

*Presidente Indipendenza Lombarda

 

 

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