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Siamo i peggiori nemici di noi stessi. Urge il “Polo indipendentista”

di PAOLO IL DOLOMITICO

Anche se la proposta indipendentista è forse l’unica soluzione per ridare dignità ad un popolo, la sua forza di penetrazione nell’opinione pubblica è ancora debole. Ciò non accade, però, perché le nostre motivazioni non siano valide o, addirittura, perché siano scarse le possibilità di successo delle nostre tesi; come non accade neppure perché ci sia preclusa a priori la facoltà di trovare una sintesi maggioritaria dei nostri vari e diversi pensieri, tutti frutto di una fervida  ed, a volte, eccessiva vivacità propositiva.

Non possiamo mestamente escludere, invece, che la scarsa penetrazione  dell’indipendentismo dipenda forse dal fatto che, tra i suoi protagonisti (movimenti ed individui) serpeggino spesso il personalismo, il risentimento, la litigiosità, la gelosia, la rivalità, la voglia di supremazia, la presunzione della primogenitura, l’idea di essere il “vero” indipendentista a scapito di altri interpreti, bollati spesso frettolosamente e a torto come ”opportunisti”, “caregari”, “ultimi arrivati” o “riciclati”. Tutto ciò mantiene il frazionamento e pone un freno alle iniziative concrete, oltreché rappresentare un limite alla nostra credibilità.

Con questo bagaglio non è, infatti, facile presentarsi  da interlocutori seri alla gente già amareggiata e delusa da trent’anni di promesse disattese (fallito federalismo, tradita autonomia, ridicolizzata secessione e accentuato centralismo).  Il sistema  così, sguazza allegramente, non ci teme e sfrutta o paga qualcuno per mantenere ed aumentare la nostra incapacità di coesione. SIAMO I PEGGIORI NEMICI DI NOI STESSI e, al grande pregio di essere portatori di idee e valori politici insostituibili, opponiamo tanti piccoli o grandi difetti umani. Quando urliamo di essere arrivati prima degli altri, quando ci reputiamo più indipendentisti di Caio o di Sempronio, quando rivanghiamo il passato, bello o brutto, di qualcuno per impedirgli di passare dalla nostra sponda, facciamo solo il gioco del sistema.

La nostra scarsa attitudine al confronto, al fare squadra, al lasciarsi alle spalle  errori, individualismi, arroccamenti e responsabilità di successi ed insuccessi del passato, non fa che isolarci. Le incomprensioni, la vanità e la pretesa di primogenitura, ci portano all’autolesionismo più sincero, che consolida le incognite relative al nostro futuro.  Non dobbiamo spararci addosso l’un l’altro; abbiamo ancora poco tempo a disposizione ed il nemico non è l’indipendentista che non ci appaia uguale a noi: l’avversario da abbattere è un altro e tutti sappiamo quale sia. Accantoniamo ciò che di negativo vi è stato e iniziamo una nuova stagione di collaborazione tra gli indipendentisti  di varia estrazione o di diverso pensiero.

Dobbiamo stare insieme anche se Tizio ci sta antipatico, o se ci ha insultato, insieme anche se non siamo d’accordo sulla via da percorrere o se la pensiamo diversamente sulla forma istituzionale, sui confini, sugli obbiettivi parziali, sull’euro o sulla Nato, sulla lingua o sulla religione, su ideologie varie ed “altro”, fosse questo “altro” anche il simbolo da porre sulla bandiera comune. Il comune obbiettivo è l’Indipendenza. L’unico credo è l’Indipendenza. Il collante è l’Indipendenza.  Nonostante sia  più facile a dirsi che a farsi, apriamo un tavolo che ci porti ad un soggetto unitario, fuori dagli schieramenti, alternativo al sistema, propulsore del confronto interno ed esterno sull’indipendentismo, ergo:  un “POLO INDIPENDENTISTA” che, anche senza essere un soggetto elettorale,  porti avanti azioni comuni, sappia sedare le animosità, le differenze ed i personalismi oggi esistenti a tutto campo, anche magari tra chi sostiene solo Autonomia, solo Federalismo o solo Indipendenza, perché questi sono valori che convivono perfettamente e non devono essere motivo di distinguo, di scontro o di divisioni come è stato sinora. Si tratta di tre princìpi uno complementare all’altro: l’autonomia dei territori troverà, infatti, realizzazione all’interno di un nuovo Stato Indipendente  che sarà  federale o, meglio ancora, confederale. Lasciamo da parte anche gli attriti con la Lega Nord ed i gravi peccati da questa commessi.

I cattivi comportamenti devono far parte solo del suo passato e servire, invece, a tutti come esempi da non seguire in futuro, ma non siano motivo di esclusione per possibili alleati. A certe condizioni, ma soprattutto con il suo ritorno all’indipendentismo puro (se il Carroccio non lo facesse sarebbe probabilmente destinato al dissolvimento), i movimenti indipendentisti delle varie nazioni del nord potrebbero trovare localmente, in una Lega ripulita e che avesse optato per stare finalmente dalla parte giusta, un valido interlocutore. Spero che questa ipotesi di aggregazione politica, anche se sicuramente non nuova, nè particolarmente originale né facile, trovi, oltre a comprensibili pareri avversi, anche un consenso tale da essere ripresa diffusamente in Veneto, in Lombardia, in Piemonte…in Padania, perché è proprio nei momenti difficili che possono nascere le azioni migliori.

Movimenti  indipendentisti, autonomisti, federalisti… leghisti, se ci siete battete un colpo. L’unità non è un’utopia. I sogni, anche i più ingenui, alla lunga si avverano: come l’uomo è uscito dalle caverne ed è andato sulla luna, anche i nostri miserrimi problemucci umani possono essere risolti: basta solo un po’ di buona volontà. Non servono né i miliardi, né i carri armati e se non raggiungeremo l’unità sarà solo colpa dei rinunciatari,dei contrari a priori, di chi finge di volerla, ma non la vuole e di chi pone priorità personali o di partito davanti a quelle della gente…di chi resta a guardare o accampa mille motivi per scuotere compassionevolmente la testa.

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52 Comments

  1. mah…riuscite a litigare persino nel commentare l’articolo.
    e’ ovvio che serve un polo indipendentista.
    mi pare che di noi non parli più nessuno.
    la verità e che, senza bossi, siamo niente.
    …e si vede perchè é sotto gli occhi di tutti.
    o qualcuno ha il coraggio di smentirlo?
    se troviamo un altro che valga più di un’unghia del piede di bossi, sarà un successo.
    potremo fare l’auspicato (ma sgangherato), polo.
    riflettere é giusto, ma non solo sugli errori altrui, anche su quelli propri.
    e’ stato un errore letale spodestare bossi, direi criminale.
    ci siamo letteralmente rinnegati.
    ecco, io penso che questo sia stato il nostro errore, ma nessuno riflette su come rimediare.
    bisogna guardare avanti, si dice.
    ma avanti dove?
    non ci caga più nessuno!
    L’autore dell’articolo ha ragione,
    Siamo i peggiori nemici di noi stessi.

    p.s. averne altri mille come borghezio!
    e’ un piemontese che lotta per la sua terra e io lo difendo da tutti, anche da qualcuno di voi.

  2. Ben detto, urge un Polo Inpendentista con un cretino al comando per ritornare nel solito sistema Italia: Corruzione, Speculazione, Furti Istituzionalizzati, grandi parlatori di promesse irrealizzabili. Per mettere a posto l’Italia serve una rivoluzione di sistema con tanto di ghigliottina, perché la merda che ci sovrasta da anni é tanta.
    Anthony Ceresa.

  3. Poli indipendentista suona tanto come ulteriore partito pre-greppia romana.
    E poi su quali basi pratica si formerebbe un polo indipendentista?
    Parole, sottoscrizioni, documenti, interviste, petizioni, articoli, ospitate , etc ?

    Io sono indipendentista, ma il cemento deve esser solido, come una rivolta fiscale ben organizzata e diffusa.
    Con le parole, al massimo, si impasta lo sputo.

  4. Segnale ROSSO. Sono entrati in azione i preti di frontiera.
    Don Bonin (arciprete a Mestre) è un indiscusso guardiano del suo tempio (duomo di S. Lorenzo)
    e caccia i ladri di elemosine e borsette sottratte mentre le fedeli pregano e lui dice la messa.
    Don Albino Bizzotto (di Padova “beati costruttori di pace”), dopo aver contrastato la costruzione della nuova grandiosa base americana alle porte di Vicenza, denuncia gli sprechi economici e le devastazioni di territorio provocate dalla superstrada pedemontana.Opera realizzata in ritardo quando l’industrializzazione è finita e pagata due volte mediante il progetto di finanza.Portera’ piu danni alle storiche localita’ che attraversa che benefici. Il Tirolo e l’Austria ce lo insegnano. WSM

  5. Avete mai letto che le guerre d’indipendenza sono state fatte per cacciare lo “STRANIERO”..?

    E stamane ho riascoltato un pezzo di Oneto su YouTube dal titolo “la vera storia d’italia”. Era la parte seconda.

    Quando sentii che appunto le guerre furono fatte per cacciare lo straniero mi sono chiesto: ma a quel tempo chi era lo STRANIERO..??

    Ecco, provate a rispondervi da soli e capirete che l’e’ proprio buffa sta kax di storia del risorgimento e tutta la seguente evidentemente storia beoria.

  6. caro Paolo, i leghisti la pensano come te. È il resto, che conta poco, ma che vomita fango ogni giorno su questo giornale nei confronti della lega, a dividere

  7. Ma un piacevole articolo, pur già qualcosa, non basta. Non basta per esempio elencare i difetti dell’indipendentista medio. Poi chi lo ha detto che caratterizzano solo lui. Personalismi, risentimenti, litigiosità, rivalità, voglia di supremazia, presunzione di primogenitura sono vizi diffusissimi in ogni partito politico: da quelli dell’uno a quelli del trenta per cento. Il problema, evidentemente, non è di ordine psicologico e gli indipendentisti non possono attribuirsi in via esclusiva gli umani vizi e, men che meno, sperare di generare poli di virtù ideali. Tra i partigiani che contribuirono a liberare l’italia dal nazi-fascismo non poche canaglie, numerose ligere e plotoni di idioti. Eppure il movimento si che se lo fecero.
    Allora inquadriamo il problema dell’unità e della forza dell’indipendentismo partendo dal bisogno. Bisogno di indipendenza o, viceversa, bisogno di dipendenza? Se ci si rivolge alla “gente” , suppongo per abitudine, convinzione democratica, si corre un grosso rischio. Gente, massa indistinta non chiede indipendenza, semmai padroni. Allora, per ora, bene fanno i piccoli sparpagliati movimentini per la liberazione della regione, della provincia, del centro abitato o del quartiere rurale a fare poco, qualcosa, conservando però la propria dignità e la cognizione dell’indipendenza. Poi si tratta di mettere insieme, si dice di lottare contro lo stato italiano. Ecco che i mille rivoli indipendentisti ove scorre un autentico bisogno di indipendenza, bisogno prima ancora personale che, dove soddisfatto, promuove progresso civile, capacità di litigare amabilmente, negoziare e conservare in tutto ciò, se non amicizia, almeno simpatia; ecco che dei mille rivoli si vuol fare un fiume.
    Nel bisogno di indipendenza di un popolo cresce il suo contrario: cos’è un popolo se non la stretta dipendenza tra attori sociali con altri attori sociali che recitano una comune identità? Il popolo dipende dai suoi leaders politici, dalla sua bandiera, dal suo territorio, dall’idea di possedere una sola storia costruita da persone (di solito poche) che desideravano dipendere le une dalle altre, per immaginare un futuro comune.
    Mille rivoli dove scorre indipendenza asciugati, tutti deviati verso un unica direzione. E invece i mille rivoli hanno da essere conservati. Maledetta contraddizione dell’indipendenza che, nel momento in cui si deve decidere, sente il bisogno di produrre dipendenza!
    Qualsiasi movimento indipendentista corre il rischio di abbandonare le sue origini, perciò, nel momento del coordinamento. Più ci si immagina di doverci unire per combattere un nemico, più ci allontaniamo dalla vittoria. Si tratta, forse, di comprendere il nemico, di inquadrarlo, di smascherarlo. Perdendo le nostre origini, con il nemico ci identifichiamo, ne diveniamo immagine speculare, dipendiamo da lui. Ci trasformiamo, presto, in nuovi oppressori.
    L’indipendenza, questo giornale, è un luogo libero. Qui si può manifestare tutta la buona volontà indipendentista. Chi cerca capi che incarnino e scarnifichino l’indipendenza; chi, prima ancora che venga cucita, già battibecca sul colore della bandiera; chi dice: “Bisogna presentarsi alla gente, la nostra indipendenza dipende da loro!”. Chi pensa che questo giornale possa essere il luogo dove esprimere a parole la propria indipendenza, dove invitare gli altri indipendenti a percorrere insieme i rivoli d’acqua, cercare nuove fonti. Se qui scorre l’espressione della pratica concreta dell’indipendenza tutto il terreno resta fertile, capillarmente irrigato. Domani, per esempio, un piccolo atto d’indipendenza ciascuno. Senza impegno: basta una spintarella e l’italia, presto, casca.

  8. Noi siamo i nostri nemici perche’ non siamo piu’ POPOLO e siamo molto IGNORANTI..!

    L’italia ha lavorato molto e soprattutto sul DISTRUGGERCI. Lei credeva per fare gli italioti. Invece, ha fatto dei super mone…!

    Tse se ce l’ha fatta, dato poi che noi parliamo ai nostri figli e nipoti in italiano, il dialetto talibano.

    Le lingue dei nostri avi ci danno fastidio..!

    Ci sta bene questo declino, soprattutto culturale, e questa schiavitu’ civile. Che di civile ha solo la parola..!!

    L’intellighenzia in particolare ha lavorato bene per DISFARE la matassa o il POPOLO in ispecie quello veneto e lombardo.

    Adesso ce ne accorgiamo..??

    Prima si previene la MALATTIA e non dopo si cura.

    Sono convintissimo e sempre piu’, ogni giorno che passa, che il frutto negativo del mondo e non solo dell’italia, e’ frutto di quella super MALATTIA che ha appunto l’INTELLIGHENZIA mondiale.

    E’ diventata brigantessa, rapinatrice e mantenuta… (parafrasando una certa mia frase).

    Le idee dei proff che schifo…
    Le idee del compromesso storico, tutti di fama e intellighenti al massimo livello, se non e’ schifo cosa e’..?
    Per non parlare de l’ingiustizzia.

    Non cerco la ragione, non la voglio, ma voglio solo mostravi da un altro punto di vista, che a molti sfugge, che il mondo non e’ come ce lo rappresentano: e in TV e in nero su bianco. Purtroppo anche in voice da i vari pulpiti..!

    Concludendo, si noi siamo i nostri nemici, ma soprattutto l’INTELLIGHENZIA diventata IGNORANZA..!!!

    Si deve sapere che io ho vinto contro i potenti ma ho perso contro l’IGNORANZA..!

    Amen

  9. Mi pare che, almeno in Lombardia, l’entità potenzialmente (probabilmente ancora in nuce) unificante sia quella di Color44.org.

    …Hanno già raccolto 4mila firme per chiedere referendum consultivo per i Lombardi, seguendo il template di IV per il Veneto. Sono apartitici e sembrano onestamente chiedere supporto trasversale rispetto ai partiti per perorare la causa secessionista Lombarda.

    O no?

  10. E’ proprio perché ho vissuto tutto che ritengo sia …. difficilmente attualizzabile perché gli ostacoli da rimuovere sono ESATTAMENTE … le contrapposizioni personali a prescindere e … una Lega da ripulire!

    La BASE è stata epurata e si è rotta i c…i di correre dietro a tutti per tenere assieme dei poveri … mangiapane territoriali!!! … altro che … PADANIA e … Prima il Nord …

    Comunque la gente non TI crede più e quando hai perso la credibilità nella vita come nella politica sei … OUT!!!

    Le riforme che servono, prendiamone atto, … non possono più passare dal mondo autonomista (troppo diviso e troppo debole) ma da nuovi soggetti politici più credibili agli occhi di un elettorato STANCO e STANCATO!!!

  11. avete presente mia zia? Noo? Fa niente.
    Se volete il voto di mia zia dovete presentarvi bene. Non dovete spaventarla, dovete al contempo perdere molto tempo per spiegarle perchè siete meglio di quel’altri.
    Mia zia non è tanto arrivata in politica pertanto niente paroloni o parole d’ordine, la mettereste in agitazione.
    Nel contempo non è stupida e se gli fate capire perchè conviene fare questo e quello vi guarda negli occhi e ci pensa un attimo su. Arriva poi con un si o no inappellabili.
    Se volete il voto di mia zia dovete sapere che a lei non interessa il ” fatto che, tra i suoi protagonisti (movimenti ed individui) serpeggino spesso il personalismo, il risentimento, la litigiosità, la gelosia, la rivalità, la voglia di supremazia, la presunzione della primogenitura, l’idea di essere il “vero” indipendentista a scapito di altri interpreti, bollati spesso frettolosamente e a torto come ”opportunisti”, “caregari”, “ultimi arrivati” o “riciclati”.”
    Volete il voto o il consenso delle zie, madri, nonne e di tutta quella gente vera ed in carne ed ossa che si incontra per strada o avete velleità di padri nobili di sto cazzo di niente che è oggi abilmente organizzato? Volete sapere quando avremo l’indipendenza? Ve lo dico io che non conto nulla.
    Avremo l’indipendenza quando avremo argomenti e saremo stati in grado di spiegarli, ricevendone personalmente l’assenso, alle nostre zie (madri, nonne e alle persone reali nelle quali suscitiamo stima) non in senso figurato.
    Fino ad allora evitiamo di misurarci il pistolino e confrontiamoci su contenuti tanto semplici quanto reali ed alla portata di chi vogliamo coinvolgere.
    La scorciatoia del 51% per comandare è un ferro vecchio meno ci si fa affidamento meglio è.

    • Caro Eridanio (questo nome mi ricorda qualcosa, immagino sia una parodia) ringrazio per la presentazione della sua simpatica zietta e per il lungo intervento che non fa che esprimere con parole diverse le riflessioni che ho presentato. Il problema è che lei ha sbagliato il tiro perchè non ha letto bene ciò che ho scritto. Io non voglio il voto di nessuno perchè non sono candidato a nulla, ma soprattutto perchè ho scritto: “un “POLO INDIPENDENTISTA” che, anche senza essere un soggetto elettorale, porti avanti azioni comuni”, quindi non essere soggetto elettorale, secondo lei cosa vuol dire? e per quanto riguarda la soluzione “di avere argomenti e spiegarli” ho detto: “propulsore del confronto interno ed esterno sull’indipendentismo” (anche qui cosa vuol dire secondo lei?) Forse non ha letto con attenzione o io mi sono spiegato male. Ah a proposito della sua penultina osservazione il mio pistolino misura 2 cm e mezzo e spara lontano

      • E’ vero ho sparato nel mucchio volutamente, lei non c’entra, o meglio non c’entra più di quanto c’entrino i lettori del suo articolo. La rievocazione della balistica dell’organo rievoca efficacemente infantilismi che appartengono al vissuto dei nuovi pretendenti padri della patria, quanto alle madri, notoriamente più concrete, attonite non sanno che pesci pigliare.
        Vera la parodia però del tutto casuale e ormai stinta di qualsiasi intento vessatorio.

        Per il resto non ho nulla da aggiungere. Lei non vuole voti e questo è lodevole ed irrilevante ma qualcun altro si. I Costruttivisti hanno già deciso parole d’ordine e linee d’azione alleanze ed organizzazione istituzionale. Loro sanno, hanno esperienza, sanno cosa serve alla gente. Sanno in che battaglie trascinare le moltitudini.
        E’ a questa gente che dico di fare il tentativo di spiegare le loro linee d’azione alle loro zie senza farsi sputare in un occhio dalle compassate dame; come prova del 9 del loro maturo impegno. Come nella favola della volpe e l’uva risponderanno che la congiunta non può capire perchè è sorda.

    • Eridanio chiedi argomenti e “el Doge” qua sotto te ne elenca un po’ ma ce ne sono altri mille tra cui quello tutto politico che l’Europa delle piccole patrie è meglio dell’Europa dei grandi stati mafiosi. E’ una scelta a monte

    • Credo che, alla luce della disastrosa evoluzione economica, l’argomento principe – facile da comprendere – sia quello del residuo fiscale da recuperare.

      La Lombardia, voi lo sapete, dà almeno EUR 50 mld ogni anno al resto di itaglia, via roma… Con quei denari, ci fai 5 volte la Brebemi, Pedemontana e la Linea 5 del metro’ di Milano. E trattasi dei denari gettati fuori dalla Lombardia in UN SOLO ANNO.

      L’argomento economico è utile per conquistare alla causa indipendentista il “non padano” che comunque è nato o da tempo vive e lavora (o vorrebbe) in Lombardia, Veneto etc.

      In questo senso, ad esempio, Ludovico Pizzzati di Indipendenza Veneta sta facendo un bel lavoro divulgativo, in Veneto (vedasi website plebiscito2013.eu).

  12. Vedrete, pippogiggi e dan, che la sollevazione non è lontana. Vogliamo analizzare quello che stà succedendo??
    1) Instabilità politica, continua
    2) Aziende del Nord che chiudono ho scappano all’estero e chiusura di attività commerciali.
    3) Pressione fiscale al 70% e in aumento, per le aziende.
    4) Aumento della disoccupazione in continua crescita.
    5) Malcontento generale sopratutto al Nord.
    6) Immigrazione crescente e incontrollata.
    7) Comuni del Nord che rischiano di chiudere per il patto di stabilità con roma LADRA!! e per sostenere un Sud Predone.
    Che dite?? quanto potremmo sopportare senza reagire anche con una Azione di FORZA??

    • 1) Per quanto mi riguarda potrebbe essere il più stabile dei governi: se è ladro, va abbattuto.
      2) Quella non è sollevazione ma fuga.
      3) Hanno pagato fino adesso: continueranno a farlo.
      4) Tasso di crescita evidentemente non sufficiente
      5) Lo stesso malcontento che ha permesso alla lega di tenere banco per 20 anni.
      6) C’è troppo buonismo in giro: fino a quando non ci sarà uno shock dell’economia o un’epidemia con i fiocchi non cambierà molto nella mente bacata di larga parte della gente
      7) La maggior parte della gente non ha la più pallida idea di come funziona un comune e non si interessa minimamente di capire le cose. Come tanti, troppi, si limitano a delegare col voto personaggi per metà depressi causa mani legati e per l’altra metà mangioni perchè curiosamente per rubare non si applica mai nessun patto di stabilità

  13. Che dire? Da condividere in pieno. Inutile cercare scuse o colpevoli: uniti si vince, divisi si perde. Bisogna che le persone si mettano “al servizio” di un’idea, di un obbiettivo, di uno scopo lasciando perdere tutto il resto, invece mi sembra che le idee, gli obbiettivi, gli scopi siano “al servizio” di certe persone. Le bghe si fanno poi nei congressi, nelle riunioni ma di fronte alla gente, a costo di inghiottire giganteschi rospi bisogna essere uniti.

  14. Sentir parlare di polo indipendentista mi fa venire in mente Borghezio che a metà degli anni novanta parlava di “Polo Roma” e “Polo Padania”.
    Comunque l’analisi è giusta. Se si dovesse fare un riferimento storico si potrebbe pensare al CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) in cui praticamente confluirono monarchici, liberali, comunisti, ecc uniti con un obiettivo comune.
    Si dovrebbe fondare il MLP, Movimento di Liberazione della Padania e dentro confluirebbero tutti, compresi i leghisti se finalmente si accorgono dei loro sbagli, l’obiettivo sarebbe la liberazione nel più breve tempo possibile e con qualunque mezzo, non esclusa l’opzione militare, della Padania dall’occupazione italiana e l’indipendenza a cui dovrebbe seguire un periodo di decolonizzazione, culturale, linguistica ed etnica altrettanto rapida ed efficace.

    • >> Si dovrebbe fondare il MLP, Movimento di Liberazione della Padania e dentro confluirebbero tutti

      Oh certo, poi quando si dirà che si devono convertire le parole in fatti, come tutti sono confluiti, altrettanti porteranno il cane a pisciare.

      Qui non servono bandiere, partiti o movimenti: servono le palle e semplicemente non ci sono. Il vino non è acqua.

      I clandestini stanno guadagnando sempre più influenza ed in futuro potere senza tanti simbolismi: menano, menano duro e basta.

      • Guarda Dan, con tutta la pazienza possibile, qui è da mesi che ognuno rinfaccia all’altro “tu parli ma non fai nulla”.

        Ora io lo dico a te, se te la senti domani dichiari l’indipendenza e la fondazione di un movimento, vuoi copiare l’Ira, vuoi copiare l’Eta, vuoi copiare Gandhi? non importa, basta che tu faccia qualcosa di concreto e trovi della gente che ti segua altrimenti ti metti i fila e anche tu ed attendi come gli altri il Messia padano, il Mosè che ci libererà dalla schiavitù, il Michael Collins pronto a rischiare la galera e combatta gli italiani non con le loro armi e sul loro campo di battaglia ma con le nostre regole.

        • Io voglio semplicemente che tutti quanti smettiamo di nutrire la bestia.

          Niente più tasse, niente più imu, niente più scontrini, niente di niente esattamente come fanno gli amici della congolese.

          E’ un metodo che funziona, lo vediamo ogni cazzo di giorno, quindi smettiamola di ricamarci attorno e facciamo fallire sto stato di merda, sta ue del cavolo e tutto il concerto di speculatori che ci ronzano attorno come le mosche sulla merda.

          Prendiamo tutti questi soldi e rimettiamo in moto l’economia sul serio riavviando i consumi e dando lavoro.

          Ci vuole un leader per promuovere questo ? Se qualcuno non suona la campana non si fa niente ? Allora piace pagare ! Piace prenderlo in culo ! Piacciono le sceneggiate e la specialità di queste latitudini è quella di giocare agli indipendentisti fino a quando qualcuno non ci/vi smaschera come si fa nella fiaba di Andersen.

          Su striscia la notizia e le iene mettono il contatore insulti quando si presenta sgarbi, qua possiamo metterlo ogni qual volta se ne esce fuori un genio a promuovere l’ennesimo movimento indipendentista.

          Indipendenza del nord, indipendenza del veneto, indipendenza di una città a caso, indipendenza del pollaio dietro casa ma nella pratica neanche il coraggio di agire sul serio per garantirsi l’indipendenza del proprio sedere !!!

          Tutti eroi qua e altrove poi appena si presenta lo stato e dice di mettersi a 90 si corre lesti a spalmarsi la vasella ma solo se da roma acconsentono e non sono in vena di ruvidezze.

          Che delusione, che pena, ma non c’è problema: presto arriverà il Padrone e dopo passeranno tutte le cagate.

    • Pippogigi
      credo che il nome sia l’ultima cosa che possa interessarci. Può anche chiamarlo Fronte indipendentista o Armata padana, Branco veneto, o 4 amici al bar. L’importante sarebbe la volontà di fare. Non fermiamoci a discutere di questi particolari altrimenti tra 6 anni saremo ancora qua a discutere sui modelli del passato o sul colore del simbolo e non avremo ancora fatto nulla (purtroppo possiamo trovare esempi in tal senso nella storia di molti dei nostri movimenti). Comunque grazie per la condivisione e per i suggerimenti…un po’ meno per il paragone con Borghezio.

  15. Finalmente qualcuno parla a favore di qualcosa e non contro qualcuno. Viva L’autore ma chi dobbiamo ringraziare. Questa è la prima volta o almeno mi sembra che scrivo qua e lo faccio per dire che ci sono tanti s…i che parlano a vanvera e anno l’impudenza di firmarsi. perchè chi scrive robe giuste preferisce i pseudomini di sicuro perchè preeferiscono la sostanza al protagonismo

  16. Analisi condivisibile ma difficilmente attualizzabile!!!

    Troppi contrapposizioni personali … a prescindere!

    Lega ripulita? … da opportunist e, cadregari (che hanno devastato il devastabile) ancora peggio !

    Nonostante la fase calante di careghe disponibili che farebbe ben sperare nell’opposto!

    Quelli che ancora sono rimasti, spannometricamente, o sono percettori di careghe o sono mili-tinti !!!

    Quindi?

    Chiamate … un chierico!!

    Prima viene impartita l’strema unzione prima si potrà guardare oltre!!!

    • Arcadico per non affrontare un problema basta dire che è “difficilmente attualizzabile!!!” parole ed errori tuoi io ne faccio già abbastanza da mè medesimo rileggi l’ultima frase dell’aarticolo di Paolo tu ci stai dentro perfettamente

  17. Quante belle parole, quanti bei propositi, intanto chi lavora, chi produce e soprattutto chi da da mangiare anche ai parolai continua a perdere il lavoro, a fallire ed impiccarsi.

    L’era del Padrone tornerà a breve e dopo passeranno tutte le palle

  18. …e dimenticavo che la proposta che fai del POLO INDIPENDENTISTA è eccezionale. Tanto in Veneto che in Lombardia anche separatamente tale iniziativa dovrebbe partire, magari poi ricongiungersi, ma intanto partire e se non ci pensano i movimenti ci pensino Marchi, Oneto, Facco, Lombardi Cerri chè gli indipendentisti non hanno bisogno di un capo, ma di iniziative che ci portino alla soluzione. Di nuovo bravo Paolo!

  19. I movimenti indipendentisti sardi potrebbero unirsi tra di loro.
    I movimenti indipendentisti veneti potrebbero unirsi tra di loro.
    I movimenti indipendentisti sudtirolesi potrebbero unirsi tra di loro.
    I movimenti indipendentisti triestini potrebbero unirsi tra di loro.
    I movimenti indipendentisti lombardi potrebbero unirsi tra di loro.
    etc…
    Una collaborazione potrebbe essere fatta con tutti i movimenti europei e non tra quelli attualmente dentro i confini di Stato italiano altrimenti il risultato sarà una Lega Italia…legati ancora all’italia.

    Gli autonomisti vogliono restare burocraticamente con lo Stato italiano ma in maniera differente.
    I federalisti si dividono in chi vuole uno Stato italiano federale e chi vuole federarsi con chi vuole, con l”Austria ad esempio.
    Gli indipendentisti considerano lo Stato italiano occupante straniero.
    Difficilmente si potranno unire queste tre idee.

      • ..e sono anche un lebbroso.

        Considero lo Stato italiano occupante straniero.
        Gli autonomisti vogliono essere autonomi dentro lo Stato italiano? Nein, lo Stato italiano è occupante straniero quindi non ho niente da discutere con gli autonomisti.
        Ci sono federalisti che vogliono uno Stato italiano federale? Nein, lo Stato italiano è occupante straniero quindi non ho niente da discutere con i federalisti italiani.
        Ci sono federalisti veneti che vogliono essere indipendenti per poi chiedere di confederarsi con l’Austria, o con i friulani indipendenti o i lombardi indipendenti? Bene, si può discutere. Vogliono confederarsi con la Napolitania o la Sicilia indipendente? Nein, non ho niente da discutere.
        Gli indipendentisti veneti vogliono essere indipendenti per poi ricreare lo Stato italiano? Nein, lo Stato italiano è occupante straniero quindi non ho niente da discutere con gli indipendentisti italiani residenti nelle Venezie.

        • Di tutti gli interventi negativi ricevuti dal mio scritto il suo è sicuramente il più inutile, quello che non offre nulla se non sconforto e delusione. Lei non vuol discutere con nessuno. “Nein” è la parola che ama di più. Le piace parlarsi allo specchio senza dire nulla.

          può darsi anche che lei sia un lebbroso, (problema tutto suo) ma di sicuro E’ UN ITALIANO, UN TIPICO ITALIANO e di sicuro non sarà con tipi come lei che ci libereremo dallo straniero.

          Mi domando cosa ci faccia qui se non a cercare 4 fessi (come me) che perdono tempo a leggere i suoi commenti acidi e vuoti, privi di qualsiasi spunto positivo o propositivo

          • C’è chi vuole fare una “Lega Nord 3.0” o “Padania libera ip ip urrà”? Bene, fatelo! Ma autonomisti e indipendentisti messi insieme non funziona perché sono due filosofie completamente diverse e se c’è qualcuno che pensa di poterlo fare è perché non conosce il significato di autonomia e di indipendenza.

            Vara, no me ‘a ciapo gnanca ke te me ghe dito italian a mi. Mi no go gnente da dimostrarte a ti e no stà meterte criar se te cati altri ke no te dà razon par to idea…tua? …la Lega Nord de 25 ani fa dizeva ‘e stese robe…

            • Trasea Peto, non ti curar di LUI, ma guarda e passa.
              Sti sapienti qua me ga fato perdar 25 ani coe so ciacoe de grandi esperti e ghin perdaremo naltri 25 se ghe ndemo drio…
              no sta ciapàrtea, tanto a va da cussì a pèzo!

          • Mi pare più che evidente invece che il commento di Trasea Peto sintetizzi genialmente il quadro della nostra realtà attuale. E una mente obiettiva non può che trovarsi d’accordo.
            Quindi il Suo corrosivo e sterile disappunto la dice lunga sulla Sua impostazione mentale Comunista, che si rifà oltretutto all’ingenuo pensiero del “vogliamoci bene tutti insieme appassionatamente”, che non vedrà mai una realizzazione proficua – purtroppo – almeno nel Veneto.
            Secondo me l’intervento di Trasea Peto non è per niente inutile e non offre neanche sconforto né delusione, ma un ottimo spunto da cui partire per trovare una soluzione valida una volta per tutte. Glielo dice uno che da tempo sta tentando – inutilmente – di mettere insieme i cocci di indipendentisti e federalisti vari. Cosa tutt’altro che facile, direi impossibile.
            E proprio Lei non si rende conto che con il suo sprezzante comportamento tradisce il Suo predicar bene con un razzolar male.
            Si ravveda e dia l’esempio per primo, lasciando perdere le invettive gratuite di stampo bossianmarxista e concedendo maggior spazio almeno alle buone intenzioni.

  20. Disamina lucida, severa, imparziale ONESTA! Condivido appieno e sostengo in toto. Basta baruffe. Comandanti vari se non siete capaci di stare insieme, fatevi da parte. La gente è stufa della politica, figurarsi di chi la prende come trampolino di lancio. Bravo Paolo

    • Ingenuo39 Più che ingenuo mi sembri un po’ ottuso. Eh già uno che predica l’unità e che invita tutti gli altri a seppellire l’ascia di guerra per fare una battaglia comune e non reclama per sè nessun ruolo come ha fatto Paolo è proprio uno che vuol fare tutto da solo. Sei proprio un genio e sei anche in malafede

  21. Non serve a niente mettere assieme con lo sputo tutti questi movimentini inutili, è solo tempo perso.
    Piuttosto serve un unico movimento indipendentista fatto da persone oneste, preparate e motivate, organizzato come si deve, capace di diffondere le nostre idee e raccogliere consensi.
    I troppi movimenti che impestano la “galassia indipendentista”, animati (si fa per dire) da personaggi perfettamente descritti dall’autore dell’articolo, devono semplicemente sparire, visto che sono capaci solo di litigare, ma non sono per niente capaci di fare opinione e di creare consenso, già adesso sono solo zavorra inutile, figuriamoci dopo.
    Pensateci.

  22. Polito Misier Paolo,

    Bell’articolo.

    Solo tre appunti

    1) La Lega non e’ ripulire, ma da rottamare.

    2) Guastatori e infiltrati conclamati andrebbero tenuti fuori fin dall’inizio.

    3) Ognuno dovrebbe riconoscere i propri limiti, e far spazio ai piu’ capaci e preparati.

    W San Marco!

  23. Per quanto sia buona un’idea se non c’è un uomo che la incarni trascinando le masse allora può succedere che non si affermi.
    Se Hitler non fosse apparso sulla scena politica della Germania di Weimar il nazionalsocialismo forse sarebbe rimasto un movimento marginale senza possibilità di incidere, e questo anche se era portatore di idee molto diffuse a quel tempo e che da anni aspettavano di concretizzarsi.
    Senza un trascinatore carismatico che venga dal popolo e che per il popolo lotti non si va da nessuna parte.

    • Da ex ormai di tutto, credetemi, non credo più a nulla, mi sembra ieri il …. settembre 1996 …. con speranze e grandi illusioni bruciate.

      Scusate lo sfogo guardiamo avanti!

      Ottimo, finalmente una proposta, un polo democratico, interventista, nuovo, da ex di tutto finalmente qualcosa che mi convince, credo sia indispensabile cominciare a lavorare per questo progetto, le menti e le penne ci sono (Oneto, il Direttore di questo giornale) le braccia credo che non mancherebbero è oggi una moltitudine la gente che vuole qualcosa di VERAMENTE NUOVO e DIVERSO che ha capito il bluff di grillo, e che si rende conto che affondano l’itaglia ( e affonderà con pd e pdl) affonderanno i padani, a questa gente un polo indipendentista deve dare una speranza nuova.

      Una sola cosa attenzione, il tempo a disposizione è poco,
      ma non ripetiamo gli errori della lega!

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