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Politici pirla, l’Isis è già a casa nostra

isisdi MARCELLO RICCI
L’Isis è una reale minaccia per l’Italia, l’obbiettivo è Roma. Non sono timori infondati. Esplicite dichiarazioni in tal senso sono state fatte. L’avanzata dell’Isis è certificata dalle bandiere nere che sventolano su Tripoli. L’Egitto si è mosso bombardando le milizie islamiche. L’Italia balbetta, da un lato annuncia che si deve intervenire, subito dopo condiziona l’intervento armato al via libera dell’Onu.
La Francia quando decise di abbattere Gheddafi (oggi se ne pente) lo fece e l’Italia contro i suoi stessi interessi energetici intervenne al suo fianco. Oggi che l’Italia ha molteplici ragioni per farlo, aspetta l’Onu. Siamo alle comiche del tipo, legatemi, altrimenti meno. Costruiamo e compriamo armi potenti, sofisticate e costose per gusto di averle e per esibirle così come può fare una donna con i gioielli.
In Libia, oltre ai diplomatici che con un catamarano sono tornati, ci sono molti italiani a rischio, potremo vederli ai piedi del boia islamico che in nome di Allah li sgozza come capretti. Potrebbero essere oggetto di riscatti milionari come è molto recentemente avvenuto per le due cooperanti. Quale organizzazione europea o mondiale potrebbe biasimare l’intervento militare?
Non basta, l’Italia ha necessità di rifornimenti energetici e dopo che con imbecillità assoluta si è auto-castrata con le sanzioni alla Russia, adesso perde anche i rifornimenti libici. Se le battute e gli slogan del giamburrasca fiorentino potessero essere usati come forza energetica, si sarebbe a posto.

Alfano, vera parodia di un ministro dell’Interno, lascia entrare senza controllo milioni di invasori che arrivano disarmati e affamati. Vengono rifocillati, accolti, gli vengono resi anche i mezzi navali con cui sono giunti.
Si è tranquilli (lo pensa Alfano), hanno fame, non hanno armi. Tranquilli? Le armi le hanno, sono quelle che questo Paese ha e non ha usato per difendersi. Basta impossessarsene, non è difficile!

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