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Politica padana, il vuoto progettuale che ci circonda…

padaniamapdi MARIO DI MAIO – Nel mondo padanista non mancano i “cervelli” e “l’indipendenza Nuova” ne diffonde idee proposte riflessioni provocazioni e polemiche.
Verrebbe anzi da pensare che di materiale da ” sfruttare” ce ne sia anche “a bizzeffe”. Sull’ indipendentismo e l’ autodeterminazione, poi, oltre che sui ben noti pensatori ed esempi stranieri, i Padani possono contare sul proprio patrimonio ” specifico”, consistente nell’ eredita’ dottrinale e “pratica” ricevuta da due “giganti della liberta’” come Miglio e Onesto. Eppure, finora, dobbiamo ammettere che nonostante la buona volontà’ e il super attivismo di molti, la ” macchina della liberta’” pur continuamente rimessa in moto, puntualmente si inceppa. E questo e’ particolarmente grave perche’ i ” macchinisti” sono al lavoro da oltre vent’ anni.
Enzo Trentina (vox clamans in deserto) ne ha individuato la causa nell’assenza di un progetto indipendentista strutturato, sufficientemente articolato istituzionalmente e collegato all’identità delle singole popolazioni, atto quindi a coinvolgerle come tali e non perche’ lanciato da un partito o da una consorteria. Sembra l’ uovo di Colombo, ma finora non e’ stato preso in considerazione, probabilmente anche per il farraginoso moltiplicarsi di ” addetti ai lavori” che ovviamente faticano ad accordarsi per operare insieme.
Urge recuperare in fretta il bandolo della matassa, perche’ mai come nel momento attuale l’Italia e l’Europa si sono trovate in uno sprofondò cosi’ “profondo” e c’ e’ il rischio che ne approfittano “altri”.

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