Polemiche politiche di fine estate: stiamo con Grillo o con Benigni?

di TONTOLO

E così dopo la guerra fra Beppe Grillo e Bersani è scoppiata anche la guerra dei comici. Eh sì, senza citarlo una volta per nome e cognome, ma postando una inequivocabile fotografia nel suo blog, il genovese se la prende con il toscanaccio (che l’aveva punzecchiato da Reggio Emilia), si chiede se certe partecipazioni alle feste di partito avvengono gratis et amore dei oppure dietro compenso (e quale compenso si interroga) e se queste stesse feste del Pd vengono organizzate attingendo al finanziamento pubblico oppure se sono sponsorizzate da imprenditori tipo i Riva (i porprietari dell’Ilva). Benigni fa rispondere al suo manager, il potentissimo Lucio Presta, il quale fa sapere che il comico toscano non è abituato a farsi pagare dai partiti, ma incassa il cachet sulla base dei biglietti venduti allo show allestito per l’occasione. Se allo spettacolo non viene nessuno, dice Presta, niente soldi per il protagonista, altrimenti ripartizione in base alle percentuali concordate. “Comunque – conclude velenosamente Presta – sempre pronto a discutere di compensi, anche di quelli di Grillo”.

E vabbè personalmente assisto un po’ attonito a questo spettacolo di botte e risposte che va in scena da qualche giorno fra Grillo da una parte e il Pd dall’altra come antipasto di una campagna elettorale che si preannuncia pirotecnica. E tuttavia mi è venuta l’idea – e il direttore de L’Indipendenza l’ha approvata – di chiedere ai lettori di questo giornale se stanno con Grillo o stanno con Benigni. Potete esprimervi attraverso il sondaggio che trovate nella home page.

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