Le caste parassitarie scatenano le vere indipendenze

di GIANLUCA BUSATOveneto (1)

Il referendum per l’indipendenza della Scozia è una buona occasione anche per mettere le élite mondiali di fronte ad alcune responsabilità e domande circa il futuro delle comunità e il benessere ricercato dai Popoli con la propria indipendenza, in un mondo sempre più interdipendente.
I Popoli infatti non restano fermi ad aspettare un destino che appare loro infausto e le risposte a tali domande le forniscono in base all’offerta politica esistente.
I “forni” dell’arte di governo della polis sono come noto di diversa tipologia ed estrazione e in un momento in cui appare chiara ed evidente a tutti la necessità di cambiare.
I grandi stati multinazionali di eredità perlopiù ottocentesca semplicemente non funzionano più e non sono più in grado di offrire ai propri cittadini e alle loro comunità locali un sistema di salvaguardia delle libertà fondamentali e di rispetto della loro dignità.
Una legge della fisica, che vede l’energia legata al lavoro, viene ancor prima delle leggi economiche e non può più essere elusa, sotto il peso insopportabile dei debiti sovrani di stati elefantiaci che hanno messo a repentaglio le prospettive delle presenti e future generazioni. Le comunità e le regioni produttive del mondo non possono più assistere passivamente alla distruzione del frutto del loro lavoro da parte di caste parassitarie, profondamente corrotte e incapaci che detengono il potere grazie al meccanismo assistenziale che lo determina.
Questo vale in Veneto, come in Scozia, in Catalogna come in Lombardia e dovunque si creino delle situazioni di oppressione economica, che deriva spesso da precedenti e spesso sussistenti oppressioni culturali.
Oggi nelle aree produttive del mondo e in particolare nel cuore dell’Europa occidentale si sono sviluppati movimenti e organizzazioni che vogliono restituire ai propri Popoli, grazie al diritto di autodeterminazione, la possibilità di essere nuovamente artefici dei propri destini.
Le ragioni oggi sono principalmente di carattere economico, inutile nascondersi dietro il paravento di questioni di carattere etnico o culturale, che rappresentano invece la chiave che nel passato veniva usata per la liberazione dei Popoli.
I grandi cambiamenti della storia d’altro canto avvengono sempre per ragioni di carattere economico, che sono il detonatore delle grandi scelte epocali.
Tornando alle proposte tra le quali scegliere, semplificando, oggi ve ne sono due, principalmente, che emergono come novità rispetto allo status quo.
C’è una proposta di carattere populista e demagogica, che si rifà a concetti appunto ottocenteschi rivisti alla luce odierna e che è imperniata su un’evoluzione delle formazioni politiche di destra estrema. A nostro avviso questa proposta rappresenta i fantasmi del passato che nessuno vuole più vedere ritornare ad agitarsi nel presente.
E poi c’è la via intrapresa dai Popoli che stanno tracciando il solco profondo nel cammino verso la propria libertà. Tale percorso di indipendenza non può di certo essere fermato e nel contempo, per quanto riguarda noi veneti, se sapremo essere capaci di attuare il piano strategico che Plebiscito.eu sta preparando in queste settimane costituirà una nuova prospettiva di crescita benefica per tutti.
Gianluca Busato
Presidente – Plebiscito.eu

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4 Comments

  1. gli scozzesi sono riusciti a fare un referendum,comunque vada il voto,in un paese democratico come l’inghilterra,giovani emigrano quì, trovano lavoro e dignità,cosa dovrebbero fare gli italiani invece in un paese come l’itaglia?,allo sbando corrotto,malato,mafioso,meridionalista,invaso,senza futuro,il più tassato,ecc,ecc,niente!
    la rivoluzione comincerà al sud,a napoli e non al nord ,purtroppo..sarebbe una sconfitta per tutti i popoli, una vittoria del no,speriamo che stanotte ci sia un nuovo inizio
    in europa,e che l’itaglia riconosca il diritto di autodeterminazione dei popoli che vivono in essa,che non vogliono più farne parte
    .god save the scotland!

  2. Non diciamo stupidaggini. Per quanto si riduca la base territoriale di uno stato, ci saranno comunque sempre gli amministratori della cosa pubblica, cioè i politici, che imbriglieranno i concittadini nella gabbia fiscale per la gestione dei costi dello stato centrale e delle entità territoriali e funzionali ed esso sottostanti. Inevitabilmente i governanti tenderanno a rafforzare ad ogni livello il proprio potere, che sarà più o meno costitutivo di caste. Esse saranno buone o malvage a seconda dell’ indole loro e dei loro sudditi.
    La vera libertà è quella dalla cretineria. Purtroppo la mamma dei cretini è sempre incinta; ed essi sono più numerosi o più manifesti nelle regioni nelle quali vi è un maggiore tasso di etilismo. Il valore statistico della diffisione della cretineria e della stupidità e la sua concentrazione locale non dipendono quindi dalla geografia ma dall’ alcool. La conseguenza sociale è misurabile con la propensione a credere a demagoghi e capipopolo fancazzisti.

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