Pietra tombale su turismo e alberghi? Il Governo massacra il settore che produce lavoro e pil

“Il nostro grido di dolore e’ stato certificato oggi dall’Istat: il “dato impietoso” e’ che il settore degli alberghi “ha perso il 57% come arrivi e il 62% come presenze”. Cosi’ la vicepresidente dell’Associazione italiana Confindustria Alberghi, Maria Carmela Colaiacovo, ascoltata dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato sul Dl sostegni, sottolineando ancora che il settore ha “avuto un crollo totale dei fatturati e l’attivita’ alberghiera e’ ancora ferma. Le prospettive – ha rimarcato ancora Colaiacovo – sono ancora molto fosche perche’ non abbiamo notizie sul pass vaccinale e gli alberghi italiani rischiano di rimanere al palo in questo momento”. Per la rappresentante dell’Associazione italiana Confindustria Alberghi “ci sono troppe incertezze” mentre c’e’ il “bisogno di dare messaggi certi” anche perche’ “messaggi incerti creano danno al turismo e il turista internazionale guarda altrove per le proprie scelte”. In questo “quadro difficilissimo” rimarca Colaiacovo “servono misure straordinarie per questo settore. I provvedimenti finora avuti sono insufficienti a garantire la sopravvivenza delle imprese”. Fra le misure che sarebbero necessarie, ci sarebbero quelle per favorire la “patrimonializzazione delle imprese. Detassazione, decontribuzione e investimenti – aggiunge – sono punti fondamentali su cui accendere un faro”, cosi’ come l’accesso al credito. Altrimenti il rischio che le imprese finiscano nelle mani di “investitori speculativi o della malavita – sottolinea ancora – e’ un pericolo reale”.

“Se non supportiamo le aziende a sostenere i costi di affitti e Imu condanniamo buona parte del settore alla chiusura definitiva. Il credito sugli affitti è fondamentale per la sopravvivenza – ha aggiunto – e va assolutamente prolungato. Abbiamo bisogno, oltre alla cancellazione della seconda rata dell’Imu, a dei correttivi per alcune misure”.

“E’ necessario intervenire anche a soccorso di chi nel 2019 aveva in corso interventi e investimenti, quindi di alberghi chiusi per lavoro. Non potendo quindi evidenziare perdite del 2020 sul 2019, non possono accedere ai benefici”.

“La gravità della situazione è nota a tutti, basta un dato a certificarlo: nel primo trimestre del 2021 abbiamo un calo di presenze dell’82% rispetto al 2019. Questo significa che siamo forse l’unico settore in cui il 2021 va peggio del 2020. Occorre intervenire con urgenza per salvare imprese e lavoratori”. Così Alessandro Massimo Nucara, dg di Federalberghi, durante l’audizione nelle commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato nell’ambito dell’esame del decreto sostegni. “Noi abbiamo bisogno di riattivare gli spostamenti tra Regioni – spiega – pensiamo che per gli spostamenti interni possa valere lo stesso meccanismo previsto a livello europeo: consentire di spostarsi a chi ha un tampone negativo, a chi ha fatto il vaccino, a chi può dimostrare con un esame sierologico di essere già guarito. Questo permetterebbe in sicurezza di dare un po’ di ossigeno al settore”.

“Purtroppo fino ad oggi nei provvedimenti adottati abbiamo avuto solo pochissimi interventi per il settore e del tutto insufficienti per affrontare la crisi. Il sistema termale tocca diversi settori ed è piuttosto complesso, ragion per cui è necessario inserire modelli innovativi. Proprio per questo, attraverso il nostro pacchetto di emendamenti abbiamo inserito una serie di proposte per sviluppare il settore. Tra queste l’estensione dei servizi di riabilitazione motoria e respiratoria a tutti gli assistiti e non solo per quelli Inail”. Lo ha affermato Massimo Caputi Presidente Federterme in audizione al Senato sul Decreto sostegni. “In Italia – ha aggiunto – ancora non siamo in grado di cogliere le opportunità necessarie che possano riportarci a livello ad esempio della Spagna che con Spain care ci ha ampiamente superato. Dobbiamo, inoltre, consentire il rafforzamento finanziario per almeno due anni dei complessi termali e turistici: soprattutto in questo periodo le persone ne hanno un gran bisogno. E non da ultimo forse è il caso di chiedere lo stato di crisi come propugniamo da Marzo 2020 per un settore, quello del turismo, che ancora per buona parte del 2021 sarà in lockdown sostanziale”.

 

 

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