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Piemonte, scandalo rimborsi: Cota in difficoltà, cinque cene in una sera

di ALTRE FONTI

I consiglieri regionali del Partito democratico del Piemonte annunciano immediate dimissioni dagli incarichi istituzionali e, a febbraio, dal Consiglio regionale. È la risposta all’inchiesta sui cosiddetti rimborsi facili, che coinvolge anche alcuni esponenti democratici, e la bagarre in Aula dei giorni scorsi. Ma nel mirino c’è soprattutto il governatore Cota, a sua volta finito al centro dello scandalo.

GRILLO E SEL – Anche Beppe Grillo e Sinistra ecologia e libertà chiedono le dimissioni del presidente. «Cota mente, mandiamolo a casa», scrive il blog di Beppe Grillo. «La legislatura è al capolinea. Condividiamo l’azione del Pd, andiamo ad elezioni il prima possibile». Monica Cerutti di Sel del Piemonte, ha rincarato la dose: «La legislatura è al capolinea. Condividiamo l’azione del Pd, andiamo ad elezioni il prima possibile».

ueCota è da alcuni giorni sulla graticola. Anche lui, come 42 dei 60 consiglieri regionali, è finito in un indagine della Guardia di finanza per i rimborsi delle spese di servizio. Dagli atti delle indagini emergono informazioni contraddittorie. Dagli scontrini analizzati dagli inquirenti, in alcune circostanze il governatore avrebbe cenato in cinque diversi ristoranti. In altre, gli scontrini presentati non corrispondono alle località indicate dai tabulati telefonici. Secondo i finanzieri, sarebbero 115 le affermazioni non veritiere del presidente della Regione. Per lui l’accusa è peculato.

da: www.corriere.it

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