Piemonte, mancano 20mila cattedre

L’intervento del presidente della Giunta regionale del Piemonte, Alberto Cirio, e’ stato al centro della Commissione autonomia riunitasi a Palazzo Lascaris. Il presidente ha ricordato che l’autonomia differenziata, una materia essenziale per la maggioranza, caratterizzante il suo mandato amministrativo, “e’ qualcosa da costruire: per questo e’ utile la Commissione consiliare, un risultato storico, il luogo migliore per affrontare il tema in modo non ideologico, per individuare le misure corrette di un nuovo vestito che occorre far indossare al Piemonte, perche’ ne ha necessita’”. Secondo il governatore questo e’ dimostrato anche dalla scuola. Ieri, primo giorno, in Piemonte c’erano “20 mila cattedre scoperte. Non a caso la maggioranza ha chiesto di avere piu’ potere di gestione dell’istruzione, perche’ cosi’ non funziona”. Per quanto riguarda la situazione della trattativa con il governo, avviata sulla base della delibera approvata lo scorso febbraio che individuava materie e nuove funzioni da attribuire al Piemonte, il presidente ha ricordato che “la situazione e’ quella preCovid, l’epidemia ha bloccato il confronto. Continua pero’ un tavolo informale con il governo gestito dai direttori regionali che interloquiscono con il Ministero”.

Nella discussione successiva le diverse forze politiche hanno espresso le loro opinioni sull’autonomia differenziata, da quelle piu’ federaliste a quelle piu’ attente alla gestione dei diritti a livello nazionale. Il capogruppo della Lega ha rivendicato la storia federalista della sua formazione, perche’ avvicinare il centro di decisione ai cittadini da’ efficienza al sistema; il Pd ha chiesto di tenere conto della terribile esperienza del Covid nelle richieste di maggiori funzioni in sanita’; Forza Italia ha parlato di autonomia responsabile; secondo il gruppo M5s non e’ importante dire chi fa cosa, ma soprattutto come si risolvono i problemi; Luv ha chiesto di trovare un punto di mediazione tra interesse regionale e solidarieta’ nazionale. Il presidente della Settima ha poi ricordato che questa nuova Commissione non si occupa solo di autonomia, ma e’ una Commissione di riforma, ad esempio sulla legge elettorale e sugli enti locali. Diversi i temi di confronto proposti da esponenti della maggioranza e della minoranza: dal federalismo fiscale alla legislazione sulle province; dalla revisione della legge sulle unioni dei comuni montani al rendere vincolante il referendum sulle unioni dei comuni.

 

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