PIACENZA, LA LEGA IN ATTESA DI BATTERE I TACCHI

di LUCA PODESTA’

La Libertà, quotidiano di Piacenza, oggi riporta che “per lunedì sera è annunciata a Piacenza la presenza del leader della Lega Nord Umberto Bossi. Ne dà notizia il segretario provinciale Pietro Pisani informando che il senatùr interverrà alle 20.00 nell’ auditorium Sant’ Ilario. Potrebbe essere l’occasione per gli annunci elettorali che tutti attendono, osserva Pisani, riferendosi all’ufficializzazione del nome del candidato sindaco del Carroccio alle Comunali di Maggio dove in ballottaggio per la quota leghista sembrano esserci l’onorevole Massimo Polledri ed il vicepresidente della provincia Maurizio Parma.

E’ noto che in casa leghista è Bossi ad avere l’ultima parola sulle scelte, compresa quella sull’ ipotesi che è riaffiorata in queste ore di un’alleanza elettorale tra il PdL ed il Carroccio con quest’ultimo chiamato ad esprimere il candidato comune”.  “Dal Federale ci dicono quello che dobbiamo fare e poi noi battiamo i tacchi” osserva Pisani che pure non prevede grandi possibilità del concretizzarsi un accordo con il PdL fin dal primo turno. L’intervento di Bossi è in agenda il giorno successivo al congresso provinciale leghista dove lo stesso Pisani e Guido Gulieri dovrebbero contendersi la segreteria”. (Libertà, 01 Marzo 2012 pag.14)

Riflettendo su quella significativa frase: “Dal Federale ci dicono quello che dobbiamo fare e noi battiamo i tacchi” si evince come persista in casa leghista l’abitudine alla democrazia nonchè alla perseveranza nel manifestare opinioni che potrebbero essere anche contrarie alle fatidiche scelte imposte dal Federale. Come da abituale comportamento di quei militanti di altro storico noto “democratico” partito definiti dal padanissimo scrittore Giovannino Guareschi “Trinariciuti”, ovvero pronti ad una obbedienza “cieca ed assoluta” al Partito, militanti la cui “terza narice” serviva per l’appunto ad aspirare direttamente ,oltre all’ aria, le direttive incontestabili dello stesso. Viste le brillanti dimostrazioni di coerenza politica e purezza ideologica  dei vertici leghisti e gli altrettanto brillanti risultati ottenuti nell’ interesse delle popolazioni padane nell’ ultimo ventennio, come ricorda anche l’ ottimo Leonardo Facco nel suo recente articolo: “Leghismo, l’ultimo rifugio dei centralisti“, non posso che esortare tutti i residui militanti ed elettori ispirati dalle direttive di via Bellerio a perseverare così. Altri brillanti obbiettivi saranno sicuramente raggiunti e spiegati alla folla dai sommi palchi di Pontida e Venezia.
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