PIACENZA, ANCHE POLLEDRI SI “INCHINA” AL TRICOLORE

di LUCA PODESTA’

L’onorevole Massimo Polledri, candidato sindaco alle vicine elezioni amministrative piacentine, ha scritto una lettera al quotidiano “La Libertà” di Piacenza per controbattere al presidente dell’ANPI locale che polemizzava con lui sull’opportunità di candidarsi in quanto leghista, contestandogli appunto varie incongruenze “politiche”.

Nella sua articolata risposta alla lettera del dott. Cravedi,  Polledri tuttavia elude totalmente la questione principale di fondo dell’ argomento posto. Dopo aver sottolineato in conclusione che anche per lui il tricolore è definibile come “la nostra bandiera” includendo quindi anche tutti gli esponenti del partito “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” mi chiedo come questa affermazione sia conciliabile col fatto che il suo partito con i suoi militanti che lo sosterranno ad elezioni che potrebbero portarlo ad indossare una fascia tricolore durante le sue funzioni pubbliche abbia come punto fermo nell’ articolo 1 del suo Statuto approvato nel Congresso Federale Ordinario dell’ 1-2-3 Marzo 2002, (l’ultimo fatto…) la finalità dichiarata trascritta come segue: “Il movimento politico denominato Lega Nord per l’indipendenza della Padania, costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici ed il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana”. Se le parole hanno ancora un significato, soprattutto quando sono scritte, non posso che giungere alla conclusione, ripensando alla storia politica della Lega Nord, che non posso non notare l’incompatibilità tra questo che dovrebbe essere il fondamentale articolo statutario del partito e qualsiasi tentativo di presentarsi, da chiunque sia parte integrante del partito stesso, come di un rappresentante di istituzioni nazionali italiane con tanto di simbologia tricolore.

La saggezza popolare definisce questi comportamenti “tenere il piede in due scarpe”.

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