Perché con l’era digitale non tagliamo 1 milione di dipendenti pubblici?

di Giancarlo Rodegher – Da ex dirigente ed ex imprenditore conosco molto bene la burocrazia italiota e sono arrivato anche a capire perché esiste.
La sinistra da sempre come i sindacati hanno tutelato i lavoratori statali perché loro bacino di voti.
Ma per avere un certo bacino di voti hanno dovuto intasare le istituzioni e gli uffici di tutti i settori pubblici di gente e dare loro un lavoro.
Ritengo che con l’avvento dell’era digitale degli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici se ne potrebbe fare a meno di almeno 1 milione tondo tondo.
Infatti la burocrazia si nutre di alti funzionari dai poteri illimitati, ( vedi scarcerazioni ….) di dirigenti nei vari ministeri ( in grado di manovrare le leggi ed i regolamenti, nonché i decreti attuativi) di funzionari in vari settori della pubblica amministrazione che rallentando le pratiche favoriscono le bustarelle o nel caso del settore doganale lo scambio di favori tra chi deve controllare e chi deve essere controllato facilitano l’andamento del lavoro rendendolo quasi normale.

Gli esempi potrebbero sprecarsi, ma è per rendere l’idea che questo paese è orami destinato ad un suo tramonto perché nessuno lo vuole veramente cambiare.
Il ” povero ” Palamara mi sta quasi simpatico perché innocentemente, ma io dico colpevolmente, dice che era prassi normale seguire accordi tra le varie correnti della Magistratura.
Il re è nudo? No, c’è di peggio e tutti lo sospettiamo.
I politici hanno fatto e fanno Leggi che nel tempo rendono vani qualsiasi tentativo di giustizia o di ordine o di sicurezza. 160.000 norme sono una pazzia tutta italiota.

Mattarella, bontà sua, ha esternato sulla Giustizia, ma con le parole non si cambia nulla. L’unico effetto ottenuto è stato quello di molte dimissione dall’ANM vero e proprio crogiuolo mafioso il quale così facendo pensa di mettere in difficoltà tutto il sistema giudiziario affinché poco o nulla venga cambiato. E’ uno spettacolo miserevole. Invece di stare al loro posto e mettere nero su bianco che in futuro tutto sarà fatto sulla base della meritocrazia e delle competenze dei singoli magistrati si scappa per non cedere a qualsiasi cambiamento.
Lo schifo continua.

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1 Comment

  1. Non è questione di digitalizzazione per dover fare a meno di 1 milione di dipendenti pubblici.
    Facendo un confronto con la vicina Svizzera, la ricca ed efficiente Svizzera, si rileva che in Italia c’è un numero spropositato di dipendenti pubblici, e tenendo conto che l’Italia è più “pubblica” rispetto alla Confederazione, l’eccedenza è più o meno quella, 1 milione di dipendenti, oltretutto suddivisi malamente per settore e regionalmente. Guardando alle cronache, il fenomeno dei “furbetti del cartellino” fa apparire che la percentuale di dipendenti pubblici che si assentano dal lavoro senza che nessuno se ne accorga (quindi sono inutili…) è sempre la stessa il 50%. Quindi su quasi 4 milioni di dipendenti pubblici potremmo fare a meno di 1 milione già adesso senza nessun effetto negativo sulle prestazioni pubbliche. I restanti sono concentrati in alcune regioni meridionali, quindi occorrerebbe una redistribuzione territoriale (ed eliminare norme che permettono loro dopo pochi anni di tornare al luogo di origine…) e settoriale (pensiamo alla scuola mentre mancano nella pubblica sicurezza o negli ospedali). Infine solo il 3% dei dipendenti pubblici ha meno di trent’anni, quindi gli altri sono anzianotti, poco propensi all’uso del computer o al telelavoro o qualsiasi novità che ne incrementi la produttività allontanandoli dalla pausa caffè o alle discussioni del lunedì sui goal della domenica.

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