I SOLDI DEI COMUNI VIRTUOSI A ROMA: UNA VERA RAPINA!

di GIANLUCA MARCHI

C’è da non crederci! Nel Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante il titolo “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, c’è una chicca infilata dal governo Monti della quale non è dato sapere quanti amministratori locali si siano già accorti. La sostanza è questa: prima, con il patto di stabilità, i comuni virtuosi sono stati costretti a non spendere i proprio soldi, adesso quei quattrini se li prende lo Stato per depositarli nella propria tesoreria, caso mai che a qualche sindaco gli venisse in mente di utilizzarli. E così gli amministratori locali oculati e capaci finiscono cornuti e mazziati.

Bisogna arrivare all’articolo 35 che recita: Misure per la tempestivita’ dei pagamenti, per l’estinzione dei debiti pregressi delle amministrazioni statali, nonche’ disposizioni in materia di tesoreria unica”. Già la questione comincia a farsi preoccupante. Ma il peggio arriva ai commi 8 e 9. Leggiamoli così come appaiono nel decreto:

8. Ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2014, il regime di tesoreria unica previsto dall’articolo 7 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 e’ sospeso. Nello stesso periodo agli enti e organismi pubblici soggetti al regime di tesoreria unica ai sensi del citato articolo 7 si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1 della legge 29 ottobre 1984, n. 720 e le relative norme amministrative di attuazione. Restano escluse dall’applicazione della presente disposizione le disponibilita’ dei predetti enti e organismi pubblici rivenienti da operazioni di mutuo, prestito e ogni altra forma di indebitamento non sorrette da alcun contributo in conto capitale o in conto interessi da parte dello Stato, delle regioni e delle altre pubbliche amministrazioni.

9. Entro il 29 febbraio 2012 i tesorieri o cassieri degli enti ed organismi pubblici di cui al comma 8 provvedono a versare il 50 per cento delle disponibilita’ liquide esigibili depositate presso gli stessi alla data di entrata in vigore del presente decreto sulle rispettive contabilita’ speciali, sottoconto fruttifero, aperte presso la tesoreria statale. Il versamento della quota rimanente deve essere effettuato entro il 16 aprile 2012. Gli eventuali investimenti finanziari individuati con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze – Dipartimento del Tesoro da emanare entro il 30 aprile 2012, sono smobilizzati, ad eccezione di quelli in titoli di Stato italiani, entro il 30 giugno 2012 e le relative risorse versate sulle contabilita’ speciali aperte presso la tesoreria statale. Gli enti provvedono al riversamento presso i tesorieri e cassieri delle somme depositate presso soggetti diversi dagli stessi tesorieri o cassieri entro il 15 marzo 2012.

Il linguaggio è ovviamente burocratico, ma la sostanza è questa: in nome “della tutela dell’unità economica della Repubblica”, i soldi degli enti locali depositati presso le tesorerie comunali (ad eccezione dei quattrini derivanti da mutui e da prestiti) devono essere trasferiti, in due tranche del 50% ognuna delle somme esigibili, presso la tesoreria statale. Se inoltre gli enti locali hanno risorse depositate presso soggetti diversi che non siano le tesorerie, li devono far rientrare entro il 15 marzo, in modo che poi possano essere trasferiti alla tesoreria statale.

In altri termini lo Stato mette le mani sui soldi di tutti i comuni e lo fa fino al dicembre 2014. Alla faccia del federalismo definito una necessità dal presidente della Repubblica. Qui siamo alla rapina a mano armata, che non danneggia solo gli enti locali, ma anche le banche del territorio che svolgono le funzioni di tesoreria, le quali si vedono costrette a trasferire tutto a Roma.

Questo provvedimento è una vera e propria presa per i fondelli essendo stato inserito nel cosiddetto “decreto liberalizzazioni”, è una manovra centralista di bieco stampo sovietico. Se i sindaci di qualunque colore e di qualunque latitudine, ma soprattutto quelli che parlano di autonomia e di secessione, non si ribelleranno dando vita a un movimento di protesta civica, i loro cittadini avranno il diritto di inseguirli e buttarli fuori dalla casa comunale a pedate nel didietro.

FORZA SINDACI, COMINCIATE COL SCRIVERCI COSA NE PENSATE!!!!

IL SINDACO DI MORAZZONE (VA): “QUESTA E’ UNA RAPINA!”

Nell’Art.35 comma 8 del decreto sulle cosiddette liberalizzazioni, viene inserito un passaggio – appositamente nascosto perché nulla ha da che spartire con le liberalizzazioni -, da regime dittatoriale stile URSS: “ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica…”, dal 29 febbraio lo Stato preleverà i soldi dei contribuenti comunali, depositati nelle tesorerie locali (la banca del paese), per trasferirli nella Tesoreria unica dello Stato!!! Ci rapinano i soldi dalla nostra banca!

Praticamente noi sindaci non siamo più padroni della cassa dei nostri Comuni, perché lo Stato si finanzia con i soldi dei Comuni virtuosi (guarda caso la maggioranza sono al Nord) che hanno le casse in attivo!!! Con tanta fatica abbiamo i conti in ordine, mai una volta in anticipazione di cassa, fornitori pagati al massimo a 45 giorni (sotto i 5.000 abitanti perché per ora non abbiamo patto di stabilità vincolante) e adesso con un decreto da far invidia a Joe Dalton, ci portano via i nostri soldi e quindi per pagare i fornitori e gli stipendi, dovremo chiedere autorizzazione alla Tesoreria dello Stato a Roma affinché, per cortesia, trasferiscano i quattrini sul conto dei dipendenti o delle ditte che lavorano per noi. Questa e’ una rapina ai danni dei contribuenti locali.

E se da Roma poi decidessero di ritrasferirci solo in parte l’ammontare di ciò che si sono prelevati in nome dell’unita economica della Repubblica?! A questo punto tutto è possibile perché se viene minata la già ristretta autonomia finanziaria dei Comuni, vuol dire che non solo è sospesa la democrazia, ma che di fatto in Italia ci sono i Comuni praticamente commissariati!

Matteo Bianchi

Sindaco di Morazzone

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