Per la terza guerra mondiale? Alleati col Sud

di STEFANIA PIAZZO

Di sicuro nei momenti di crisi, una guerra farebbe comodo a tutti. A tutti “loro”, non certo a noi. La Borsa per cominciare si è smagrita e si è tolta la zavorra di un eccessivo ottimismo. La ripresa deve attendere. Quando poi interviene così drasticamente il Vaticano per scongiurare i fuochi di un terzo conflitto mondiale, vuol dire che dal dopo guerra ad oggi siamo molto probabilmente arrivati al punto più basso della politica della nostra storia. Una guerra è sempre segno di una decadenza in corso, e d’altra parte basta vedere con quali soggetti dovremmo affrontare le tensioni di un conflitto internazionale, mascherato al solito da intervento umanitario. I soggetti politici italiani, ivi compresi quelli nordici, li conosciamo. Di stature ne svettano poche poche. E nessuno di questi politici viene a dirci che è stato deciso che per uscire dalla crisi dovremo avere il sedere per terra. Altro che politica a km zero, altro che macroregioni e sogni di libertà. Dall’autonomia all’autocombustione.

C’è infatti chi si ostina ancora a fare comizi autoincensanti con gli alpini che vanno al macello, c’è chi ha svenduto candidamente il Nord per delle briciole, sacrificando una rivoluzione.

Eppure basterebbe copiare dal mondo animale quando si è capito che si è a fine corsa: gli animali sentono quando è il momento di andare e quando è il momento di resistere. I nostri politici resistono e basta. Le loro guerre, per risolvere una crisi, le fanno senza doverci dare spiegazioni, forti di una stampa da prima guerra mondiale.

Nessuno ama infine ricordare che tra 20 giorni la Germania va al voto. Angela Merkel ha buoni motivi per farcela ancora, con qualche stampella. Ma ci sono due spine nel fianco: Alternativa per la Germania, innanzitutto, capace di superare la barriera del 5 per cento e di introdurre il “veleno” dell’antieuro, innescando un moto inarrestabile, una faglia che si aprirà senza via di ritorno. Poi, in Baviera, la Csu dovrà cedere il passo a Bayernpartei. Doveva essere un partito territoriale, la Csu, invece ha venduto le speranze ad un’alleanza mortifera. E così ecco arrivare “La Baviera ce la fa da sola”. Un motto molto diverso da Prima il Nord. Strano davvero che in “Padania” si pensi ad una forma partito sul modello della Csu bavarese quando quel modello è oramai consunto dal potere delle coalizioni. Strano quando il modello lo si voglia esportare dalle Alpi al Mediterraneo.

Insomma, Putin ha le sue 30 navi puntate sulla Siria, il Papa grida alla pace, la Merkel sa che l’euro deflagrerà dopo il voto tedesco, la Baviera vuole stare per i fatti suoi, il Csu modello della nuova Padania è già vecchio e superato e  loro che fanno, su al Nord? Si alleano col Sud. Mica male come antidoto alla terza guerra mondiale.

 

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