Per la Meloni, alleata della Lega, il futuro del Paese non passa per il federalismo ma per la Città Eterna. Bernardelli: chi si somiglia si piglia

di Roberto Bernardelli – Chi si somiglia si piglia. E se tanto mi dà tanto, l’alleata della Lega, Giorgia Meloni, ribandendo con coerenza la posizione nazionalista del suo partito, non fa altro che confermare la centralità di Roma su tutto e su tuitti.  Il futuro del Paese passa dal rilancio della Citta’ Eterna, ha detto. E’ questo, in sintesi, il messaggio della lettera che la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha inviato al “Messaggero”, in occasione dei 150 anni della proclamazione di Roma, Capitale d’Italia. “Un anniversario importante – spiega Meloni – che per colpevole sciatteria di alcuni e interessata distrazione di altri passera’ inosservato ai piu'”. Secondo Meloni l’Urbe ” e’ vittima di un odioso pregiudizio, che ha l’obiettivo di denigrare Roma e non considerarla una risorsa”, quando, sottolinea Meloni, l’Italia “e’ l’unica Nazione al mondo che puo’ vantare una citta’ come Roma”, “capitale della cristianita’ e del Mediterraneo”. “Fratelli d’Italia – conclude Meloni – e’ pronta a dare l’esempio e fara’ dei poteri speciali e delle risorse alla Capitale il punto di partenza del programma per la citta’. Perche’ rilanciare Roma significa puntare sul futuro dell’Italia intera”.

Bene. Fortuna che il pregiudizio su Roma è infondato. Che ciò che rappresenta sia solo il bene assoluto. ma confondere i monumenti, i ruderi eterni che fanno senz’altro unica Roma, con ciò che politicamente rappresenta è imperdonabile. E’ miopia politica. E’ ideologia.

Magari per rilanciare il Paese non basta il tricolore ma un’Italia delle macroregioni, delle autonomie, della responsabilità di spesa. La città è eterna comunque a tutti gli effetti, Meloni non sbaglia: eternamente tra le sue mani è il residuo fiscale del Nord. Se 150 anni fa i plebisciti, aggiungiamo, fossero stati sinceri, ora parleremo probabilmente da stati diversi, da capitali diverse.

Ciascuno, in ogni caso, si tenga le capitali che preferisce. Noi abbiamo Milano e Venezia. E ce le tienamo strette. Se ripresa ci può essere, passa per il Nord. Non per i musei di Fratelli d’Italia e degli alleati aggregati.

 

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