Per la casta priorità la cittadinanza agli stranieri. Per ultimo via i vitalizi ai condannati

privilegiodi CASSANDRA

Per i cittadini, come dimostra il recente sondaggio di Eurobarometro, la priorità è affrontare il problema immigrazione. E la politica cosa risponde? Che prima bisogna pensare a rivedere non tanto le pensioni, non tanto il costo della vita, non tanto le tasse quanto piuttosto le norme considerate restrittive per la cittadinanza. Allarghiamole. Certo. Mentre siamo in attesa da anni di vedere il Parlamento prendere unanimemente posizione nei confronti dei vitalizi ancora oggi erogati verso ex parlamentari condannati in via definitiva per reati anche di un certo rilievo penale e sociale, ascoltiamo le ultime uscite per presidente del Senato, Piero Grasso. A suo avviso vanno riviste “le regole troppo restrittive sull’attribuzione della cittadinanza e dei diritti politici agli immigrati, particolarmente quelli di seconda generazione”.

Cittadinanza più facile
“Prevenire il terrorismo e le radicalizzazioni, nel Maghreb e qui, in Europa – ha sottolineato la seconda carica dello Stato – richiede anche che si sottraggano all’emarginazione e all’esclusione delle periferie coloro che sono vittime delle più gravi diseguaglianze, nei cui confronti le ideologie del male hanno un’attrattiva perversa. Ricondurre alla cittadinanza attiva chi si trova spinto ai margini della società è una priorità assoluta, come è importante, penso al mio Paese, che si rivedano le regole troppo restrittive sull’attribuzione della cittadinanza e dei diritti politici agli immigrati, particolarmente quelli di seconda generazione, che devono tutti sentirsi parte di una collettività plurale, unitaria e coesa”.
“Allargando ancora la visuale – ha concluso Grasso – credo che sia dovere di noi politici comprendere che il futuro delle nostre società richiede un progresso culturale, in entrambe le sponde del Mediterraneo, che passa in primo luogo per un profondo rispetto di ogni credo religioso, che non deve mai essere motivo di odio e di discriminazione. Un progresso che impone il riconoscimento che la nostra identità, ciò in cui ci identifichiamo e ci riconosciamo, è fatta anche di alterità, di diversità e di preziosa contaminazione. Un cammino duro perché è difficile liberarsi dei pregiudizi e del peso della storia, ma ineludibile. Un cammino che vi invito a percorrere insieme”.

In che mondo vive Grasso?

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