Per il Sud lo specchietto dei fondi Pnrr. Sul territorio bandi vuoti, i ministeri non si sprecano. Per ora…

Il dipartimento per le politiche di coesione ha diffuso la seconda relazione sul rispetto della quota mezzogiorno. Cioè l’obbligo di legge che prevede di destinare a territori del sud il 40% delle risorse del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e del fondo complementare (Pnc).

In base ai dati aggiornati al 30 giugno, la quota risulta rispettata complessivamente (41%), ma non singolarmente da tutti gli enti titolari di misure. Sono infatti 9 su 22 le organizzazioni che non raggiungono la soglia del 40%. In particolare, i ministeri del turismo (28,6%) e dello sviluppo economico (24,5%). Questo succede perché ancora non sono state introdotte dal governo clausole di salvaguardia univoche e valide per tutti. Meccanismi in grado di garantire la destinazione della quota al sud, anche a fronte di ostacoli oggettivi.

Spesso infatti soggetti pubblici e privati del mezzogiorno hanno difficoltà ad accedere ai bandi. Al punto da non riuscire a presentare un numero di progetti sufficiente per vedersi allocato il 40% dei fondi. A quel punto, spetta ai singoli enti decidere arbitrariamente come comportarsi per le misure di cui sono titolari. Se adottare autonomamente delle clausole o se non farlo, rischiando che quei fondi invece di andare al sud vadano in altri territori. (fonte Openpolis)

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