Per il 65% dei cittadini l’Ialia è un paese ostile al “fare impresa”

di REDAZIONE

Oltre sei italiani su 10 sono convinti che l’Italia non sia un Paese facile dove fare impresa. Il 64% dei connazionali risponde infatti in modo negativo alla domanda se la società in cui vivono sia favorevole o meno all’imprenditorialità. Emerge da un’indagine realizzata da Amway, azienda leader nel settore della vendita diretta, in collaborazione con l’Università Tecnica di Monaco. Viceversa, solo per il 35% degli intervistati il Belpaese è favorevole all’imprenditorialità. L’Italia è dunque percepita come incapace di mettere in campo azioni o atteggiamenti che incentivino l’avvio di un proprio business o attività autonoma. Più equilibrata, invece, la percezione nel resto d’Europa dove si riduce la differenza tra chi considera la propria società ostile all’imprenditorialità (49%) e chi invece la considera favorevole (44%. La crisi inoltre ha fiaccato ma non del tutto azzerato la voglia di fare impresa sia tra gli italiani che tra gli europei. È infatti in calo tra gli italiani – sempre secondo l’indagine – chi ha un atteggiamento positivo nei confronti dell’autoimprenditorialità (69% nel 2013 rispetto al 74% del 2012), anche se in ogni caso la percentuale resta molto rilevante, in linea con la media europea (69%). Allo stesso modo, anche il potenziale di autoimprenditorialità, ovvero coloro che riescono ad immaginarsi di poter avviare un’attività in proprio, scende al 41% (rispetto al 46% dell’anno scorso), mantenendosi comunque superiore alla media europea (37%). L’Italia scende così al tredicesimo posto – rispetto al quarto occupato lo scorso anno – nella classifica europea sull’atteggiamento favorevole all’autoimprenditorialità.

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