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Pensioni. Ma perché Monti e Fornero non pagano per i loro errori?

di MARCELLO RICCIfornero monti

Il duo Mario Monti – Elsa Fornero, l’ha combinata grossa. Anche l’abile giocoliere istallato a Palazzo Chigi da Re Giorgio, è in evidente difficoltà. Desta comprensione, perché comunque la si metta , una soluzione non giusta, ma almeno equilibrata , non si trova. La Corte Costituzionale ha portato al pettine i nodi. Degli errori si può far tesoro , solo per non reiterarli, ma nulla di più. Per il pronunciamento della Consulta ci sarà un enorme contenzioso. Ricorsi, avvocati, lotte tra poveri, problemi di bilancio, attriti con l’Ue…. Un guazzabuglio senza fine. Le dimissioni di Monti dal Senato,( sarebbe il terzo dimissionario dopo Toscanini e Montanelli), attesterebbero la presa di coscienza dell’errore e il pentimento a cui , dopo l’espiazione, può seguire il perdono . Ciò non sarà. Dignità e presunzione non sono parenti. Chi pretende di sempre salire e mai scendere qualche problema l’ha. Purtroppo il ‘ suo problema ‘ è ora il ‘nostro problema’. Il male assoluto non esiste. La legge Fornero ha sancito l’urgente necessità di nuove regole eque, solidali con un tetto inderogabile, non cumulabile con altri assegni di qualsiasi genere, tipo e forma.
La pensione sociale è a carico della collettività, è una forma di assegno di vecchiaia per gli incapienti.
Il vitalizio è l’emolumento che riguarda chi ha ricoperto ruoli istituzionali anche per un solo giorno e vengono goduti dall’età di 60 anni; non basta, sono cumulabili. Abolirli solo per i condannati o per tutti? Possono essere mantenuti per tutti , ma pagati da un fondo da loro stessi creato , esonerando i cittadini da ogni gravame. Per essere chiari, se l’on. Pinco Pallo , presente un solo giorno in Parlamento versa in quel giorno di tasca propria, dieci milioni di euro, ha pieno diritto a ricevere il vitalizio che gli idonei calcoli attuariali stabiliscono. Per estrema chiarezza , la cassa-vitalizi deve essere alimentata esclusivamente da chi ne beneficerà , stante che il cittadino contribuente si è già fatto carico di retribuzioni già molto elevate di cui godono per tutta la durata della carica elettiva. Ciò premesso si considerano le pensioni erogate da casse previdenziali e per i dipendenti pubblici. Tutte le casse che riguardano categorie professionali si possono dare le regole le ritengono eque, stante che si alimentano con risorse proprie. Per quel che concerne il pubblico molto si discute del sistema contributivo o retributivo. Appare giusto, anche in virtù di quanto già detto, a partire da oggi che ci si debba orientare verso il contributivo. Per il passato, non serve ricalcolare le pensioni in essere , è sufficiente porre un tetto alle stesse ( 6-8mila euro mensili netti ) e tagliare l’eccedenza. Per il pregresso c’è da ricordare che i pensionati lasciano il versato al fondo pensioni e questi soldi, se correttamente amministrati, alimentano il fondo. Tornando al duo Monti-Fornero, autori di leggi scellerate come possono essere puniti per il disastro previdenziale provocato ?
Può essere considerato complice Giorgio Napolitano?
E’ giusto che sempre il popolo bue soffra per gli errori di altri?
Tutti, artigiani e professionisti rispondono dei propri errori e perché la classe politica no?

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