Falsi invalidi, un esercito di parassiti che qualcuno continua a pagare

di ANDREA PAGANELLA

Da decenni si parla del numero abnorme di pensioni invalidità che sono state erogate nelle regioni del Sud e al Nord è ormai convinzione generalizzata che molte di esse non siano giustificate da una reale condizione di inabilità del percettore. A tal proposito abbiamo voluto elaborare un quadro aggiornato della situazione partendo dall’analisi delle statistiche ufficiali più recenti, quelle relative al 2010.

Nel marzo del 2012 è stato presentato il secondo “Rapporto sulla coesione sociale”, una pubblicazione redatta congiuntamente da Inps, Istat, Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Abbiamo analizzato i dati esposti concentrandoci sulla documentazione relativa alle prestazioni pensionistiche in materia di invalidità. Il quadro generale, purtroppo, continua ad essere desolante, sostanzialmente inaccettabile. Vediamolo.

Nel 2010 la spesa pensionistica complessiva in Italia è stata pari a 258,4 miliardi di euro, di cui 26,6 miliardi, pari al 10,3% del totale, per prestazioni di carattere previdenziale o assistenziale agli invalidi. Abbiamo riaggregato i dati su base territoriale, determinando su base regionale il numero medio di pensioni di invalidità erogate ogni 100 abitanti, ecco i risultati:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Lombardia – non è una novità -, risulta essere la regione con il rapporto più basso tra pensioni di invalidità e abitanti, 4,58 prestazioni pensionistiche per invalidità ogni 100 abitanti. Le altre regioni del Nord seguono a ruota con parametri non molto distanti; poi vengono le regioni del centro e, per ultimo, le regioni del Sud con dati che sembrano decisamente confermare i sospetti e l’immaginario collettivo dei cittadini del Nord. Ma purtroppo non è immaginazione, bensì solida e oggettiva realtà, anche in questo caso le cifre non mentono.

Un dato assai interessante da isolare è la variazione percentuale dei dati tra Lombardia e regioni del Sud:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per concludere abbiamo voluto rispondere a questo quesito: in linea di massima, se le regioni del CENTRO e del SUD avessero un coefficiente di pensioni di invalidità ogni 100 abitanti in linea con quello delle Regioni del NORD, quale sarebbe il risparmio annuale complessivo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondo le nostre stime il risparmio complessivo ammonterebbe alla colossale cifra di 6,5 miliardi di euro all’anno. A chi destinarli? Ai disabili ovviamente ma SOLO A QUELLI VERI.

 

 

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