Pensioni, da gennaio più 7,3%. Ma se fossero regionalizzate non sarebbero una miseria

di Roberto Bernardelli – Dalle agenzie che informano sulle ultime novità in tema di pensioni, apprendiamo che dal primo gennaio 2023 le pensioni saranno rivalutate del 7,3%. A chi spettano gli aumenti? L’Inps ha pubblicato la circolare – con le tabelle – per fare chiarezza sugli importi che verranno versati a partire dal 3 gennaio.

Non entriamo nel tecnicismo. Ma ci limitiamo solo a dire che il 7,3% è la media dei polli. Non mangia nessuno. La domanda è: perché la previdenza non può essere regionalizzata e le pensiomni dei nostri lavoratori essere il doppio di quanto invece devono miseramente incassare? Perché  un sistema in equilibrio e in attivo deve distribuire meno risorse per compensare chi non versa? Lombardi, diamoci una sveglia! Perché le pensioni sono tassate due volte, quando accantoniamo e quando poi abbiamo il diritto di riscuoterle? Quanto guadagna lo Stato sul nostro lavoro? E poi discutono di alzare le pensioni minime e di aumentare del 7% le rendite!

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

 

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