Lazio: gioielli e cene di lusso fan dimettere in blocco i consiglieri Pd

di REDAZIONE

”Tutti i consiglieri regionali del Pd Lazio hanno rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili per lo scioglimento del Consiglio regionale”. Lo rende noto l’ufficio stampa del Partito Democratico presso il Consiglio regionale, al termine della riunione svoltasi in serata presso la sede del partito. La Polverini, intanto, va a consultarsi con Mario Monti. Lo scandalo, anziché smontarsi, cresce e indigna.

Oltre mille euro di ordini in un caseifico, cene a tre zeri in ristoranti di lusso, vacanze da diecimila euro in Sardegna, centinaia di bonifici senza intestatario, spese in diversi supermercati di tutta la Regione, feste, tecnologia e gioielli. Sono solo alcuni dei movimenti scritti nero su bianco nel corposo estratto conto del gruppo consiliare del Pdl alla Regione Lazio. Numeri e cifre che sono sotto la lente d’ingrandimento del nucleo valutario della Guardia di Finanza che in settimana dovrebbe presentare ai magistrati romani, il procuratore aggiunto Alberto Caperna ed il sostituto Alberto Pioletti, una prima relazione delle analisi. In particolare gli inquirenti stanno puntando sul sistema del cosiddetto ”richiedo e ricevo”, grazie al quale ogni consigliere poteva incassare con estrema facilita’ fondi per l’attivita’ politica.

Gli investigatori chiederanno ai beneficiari degli assegni le relative fatture per i lavori svolti, verificando che quei soldi siano stati effettivamente utilizzati per l’attivita’ scritta nella richiesta. Gli uomini delle Fiamme Gialle dovranno studiare attentamente centodue pagine piene di bonifici e versamenti, in un crescendo di mese in mese, soprattutto dalla primavera di quest’anno in poi, quando le cose per l’ex capogruppo Franco Fiorito, oggi indagato per peculato, cominciavano a mettersi male. L’ex capogruppo utilizza ancora un’intervista televisiva, questa volta su La7, per difendersi: ”Io non sono un ladro, non si scoprira’ mai che sono un ladro”, dice. E poi parla dell’ormai celebre festa in costume del consigliere De Romanis, tra ancelle e fiumi di champagne: ”Che abbia pagato la festa con i soldi suoi, questo lo dice lei. Vada a controllare i bilanci di una associazione che si chiama ‘Amici dei giovani del Ppe’ e veda come hanno speso i soldi”.

Con lui c’e’ anche il suo legale, Carlo Taormina, che attacca l’intero sistema di ripartizione dei fondi: ”Il vero peculato e’ quello dell’Ufficio di presidenza del consiglio regionale, rappresentato da tutti i partiti, che stabilisce che 20 milioni l’anno vengano spartiti tra i gruppi”. Gli inquirenti vogliono anche capire meglio a che cosa fanno riferimento i versamenti ad alcune emittenti televisive locali, siti web e radio. Dovranno stabilire se si tratta di saldi per interviste a pagamento o di spazi elettorali regolarmente acquistati. Fatture che, in totale, si aggirano sui 90 mila euro. Proprio su questo versante cominciano a spuntare depliant e listini prezzi che le televisioni erano solite inviare ai consiglieri per eventuali partecipazioni a programmi dedicati alla vita politica della Capitale. Si va dai 3.000 euro per un intervento senza pubblicita’ ai 4.000 per uno con la pubblicita’. Da domani, dunque, comincia una settimana cruciale per le indagini, a partire dall’interrogatorio di Fiorito davanti ai magistrati viterbesi che lo ascolteranno come testimone per ”reato connesso”. L’ex capogruppo dovra’ rendere conto di alcune presunte fatture gonfiate denunciate da due societa’ e dal suo avversario di sempre nel partito, Francesco Battistoni.

FATTURE GONFIATE: FIORITO DAI PM

Una fattura, la numero 735 del 29 ottobre 2010, da 3mila euro Iva compresa, emessa dalla societa’ pubblicitaria viterbese Panta Cz, diventata da 13mila euro; un’altra fattura da 1275 euro, emessa dalla Majakovskij Comunicazione, lievitata a 12mila euro. Intestata a Majakovskij c’e’ anche un’altra fattura da 15mila euro che, secondo il legale dell’azienda, sarebbe totalmente falsa. Su queste ed altre fatture, relative a iniziative promosse da Francesco Battistoni nella Tuscia, suo collegio elettorale, e saldate dal gruppo Pdl alla Pisana, che a detta di chi le ha emesse e dallo stesso Battistoni sarebbero state gonfiate o falsificate, sara’ interrogato domani mattina nella procura di Viterbo l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito. L’ex sindaco di Anagni, indagato dai pm romani per peculato, sara’ sentito come testimone per ‘reato connesso’ dal Pm Massimiliano Siddi, titolare dell’indagine scaturita dalle denunce presentate sia da Battistoni (‘nemico numero uno’ e successore di Fiorito alla guida del gruppo Pdl al consiglio regionale, ora anche lui destituito per volonta’ della governatrice Renata Polverini) che dalle due societa’, nei giorni immediatamente successivi alla diffusione del controdossier, attribuito a Fiorito, relativo alle spese dei consiglieri Pdl.

Il Pm Siddi, con la deposizione di Fiorito, che sara’ assistito dall’avvocato Carlo Taormina, tentera’ di accertare se le fatture siano state effettivamente gonfiate e a che punto dei vari passaggi tra le aziende che le hanno emesse, il loro arrivo agli uffici del gruppo Pdl e, infine, la loro liquidazione. Un altro nodo da sciogliere e’ se le somme liquidate siano state quelle indicate nelle fatture originali e incassate dalle ditte o quelle gonfiate. In quest’ultimo caso il magistrato dovra’ appurare anche chi ha incassato le somme eccedenti. Nelle sole tre fatture attualmente all’esame del Pm, la differenza tra le cifre riportate negli originali, circa 5mila euro, e quelle asseritamente gonfiate, e’ di circa 35mila euro. L’incrocio tra l’inchiesta romana e quella viterbese non si fermerebbe qui. Le fatture rimborsate per conto di Battistoni a a vari partner commerciali del Pdl con sede a Viterbo sono almeno una ventina. A detta del consigliere regionale circa la meta’ sarebbe stata falsificata. A questo proposito e’ probabile che nei prossimi giorni il pm Siddi convochi i rappresentanti di tutte le aziende e acquisisca gli originali delle fatture e i relativi mandati di pagamento per verificare se le cifre corrispondano o meno.

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