Pd porta solidarietà a profughi che protestano a Collio. Il segretario del partito si dimette

di BENEDETTA BAIOCCHIsan colombano

Storie così ormai sono all’ordine del giorno. La protesta inizia prima che arrivino i profugandi, ovvero chi chiede di diventare profugo, e poi passa ai profugandi in  prima persona e non solo. Infatti questa volta le proteste sono diventate una questione politica, Pd contro Pd.  A San Colombano di Collio, paese nel bresciano, da un paio di giorni ormai centinaia di residenti stanno contestando la scelta di un albergatore locale di ospitare 19 profughi. I carabinieri hanno bloccato le porte dell’hotel per evitare contatti tra i profughi e i manifestanti. Poi in paese è iniziata una raccolta firme per chiedere alla Prefettura di trasferire altrove gli stranieri.

Che però hanno  incassato la solidarietà di una delegazione formata da rappresentanti di Anpi, Rifondazione comunista, Centro sociale 28 maggio e Cgil. “Brescia non è tutta quella che ha protestato” è stato detto. “Siamo qui per spiegare ai profughi che c’è un’Italia che è pronta ad accoglierli”.

Morale della favola: il Pd avrebbe portato solidarietà e il segretario della sezione locale si sarebbe dimesso. Chiederà asilo altrove?

Forse voleva stare con chi afferma “prima i nostri disoccupati”?

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Referendum lombardo: gioco di squadra indipendentista, ma non per i partiti

Default thumbnail
Articolo successivo

La giustizia abitava a Venezia