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Pazza idea: se Lega e 5 Stelle facessero un accordo…

di GIANLUCA MARCHI

Ieri ho scritto che Beppe Grillo andrebbe stanato sulla sincerità delle sue pulsioni federaliste se non indipendentiste (anche se la sua amata rete l’ha sconfessato) e suggerivo che Matteo Salvini, anziché limitarsi ad accogliere con favore la presunta svolta leghista, invitasse il leader dei 5 Stelle a sedersi a un tavolo per un confronto sui temi che sembrano accomunare questi due movimenti di opposizione al governo Renzi. Oggi voglio andare oltre e fare probabilmente della fantapolitica, o se meglio credete buttare sul tappeto una provocazione.

Ieri l’Unità metteva in prima pagina le fotografie di Grillo e Salvini sotto il titolo “trovate le differenze”.  Ovvio che il giornale fondato da Antonio Gramsci abbia voluto in questo modo “screditare”, agli occhi di un certo popolo di sinistra (ma da quelle parti la leggono ancora l’Unità?!), il comico genovese e il suo movimento che, nei futuri appuntamenti elettorali, rischiano di bastonare sensibilmente soprattutto il Pd. Insomma, a sinistra hanno paura che Grillo, con un potenziale mediatico ben maggiore e a fronte di una condizione generale del paese ben peggiore di allora, possa ricalcare, all’ennesima potenza e  a livello nazionale,le orme della Lega bossiana che negli anni Novanta fece incetta di voti  degli iscritti alla Cgil e veniva considerata (frase dalemiana) una “costola della sinistra”.

Alla luce di ciò, e su sollecitazione di un collega più matto di me, ho messo in moto quel poco di cervello malfunzionante che mi rimane per partorire le seguenti considerazioni. La Lega, pur con tutti gli sputtanamenti prodotti dai comportamenti degli ultimi quindici anni, che infatti l’hanno ridotta a fare la battaglia della vita per superare lo sbarramento del 4% alle Europee di maggio, e il Movimento 5 Stelle, pur con le talvolta ondivaghe prese di posizione del suo leader, oggi come oggi rappresentano, con le dovute differenze di credibilità e di forza, le uniche forze politiche anti-sistema presenti sulla scena italica. Ergo, per chi è indipendentista e aspira a far saltare il banco dello Stato italiano per come è configurato e incrostato, potrebbe essere buona cosa un’alleanza strumentale Lega-5 Stelle per frantumare lo status quo. A quello che verrà dopo ci si penserà quando il dopo comincerà veramente: finora, infatti, facendo credere di pensare (spesso con timore) al dopo, non s’è cambiata una virgola dell’adesso.

Ecco allora la “pazza idea”: su alcune questioni importanti Lega e 5 Stelle potrebbero dunque collaborare, senza dimenticare che Grillo prima l’hanno corteggiato tutti quelli che, dopo essere stati mandati a quel paese, adesso fanno gli snob. E se da una parte Renzi e Berlusconi si sono accordati su riforma istituzionale e legge elettorale, la “strana alleanza” Salvini e Grillo potrebbe diventare il terzo polo, primo per numero di voti.

Oltre il federalismo, i punti forti di un ipotetico accordo potrebbero essere: l’Euro e l’Europa, l’immigrazione, la lotta alla prepotenza delle banche e dei manager pubblici, la guerra alla burocrazia infestante e velenosa, il pagamento dei crediti della pubblica amministrazione alle imprese… Giusto per mettere in fila i temi più popolari, che poi interessano cittadini, lavoratori e imprese.

So che tutto ciò non succederà mai, ma sarebbe divertente accreditare questa possibilità e assistere all’impazzimento dell’insopportabile e marcio sistema politico italico, che sarebbe terrorizzato da un’ipotesi di asse Grillo-Salvini.

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