PASSA IL DECRETO “SVUOTACARCERI”. NO DI LEGA E IDV

di FRANCESCO GALEOTTI

E’ passato. Ancora un sì alla fiducia posta sul decreto cosiddetto “svuotacarceri”, ma il governo continua a perdere consensi. Stavolta a favore dell’esecutivo hanno votato in 420, contri i 469 registrati per il voto sul decreto “milleproroghe” e i 495 per il “salva-Italia”, nonché i 556 che ottenne in occasione delle dichiarazioni programmatiche, all’insediamento di Monti.

Rispetto all’ultima votazione aumentano invece, di poco, i contrari, che passano da 74 a 78, e così gli astenuti, da 5 a 35. Confermate in generale le posizioni registrate nelle ultime settimane, con Pdl, Pd e Terzo Polo a favore del governo, Lega e Idv contro, mentre oggi si è registrata la novità dell’astensione di Popolo e territorio, rinforzata da alcuni singoli deputati di Popolo e libertà. A fare la differenza presenze e assenze: del Pd erano in Aula in 191, il 92,7 per cento del Gruppo; del Pdl in 161, il 76, 3; di Fli in 22, il 91,67; dell’Udc in 33, l’86,8; di Api in 7, il 100 per cento.

La ministra Severino ha ribadito che non saranno liberati criminali pericolosi (vien da chiedere se gli altri non lo siano…), con lei hanno ribadito il concetto altri esponenti del Pd, del Pdl e del Terzo Polo.

Contrario il voto della Lega Nord. Ecco le parole di Bossi: “Tutte le volte che hanno approvato provvedimenti così non hanno funzionato. Ma speriamo che questa volta funzioni”.

Per l’Idv il no è stato spiegato da Federico Palomba: “Questo voto viene espresso a tutela delle prerogative del Parlamento”. Antonio Borghesi, suo collega, è più tranchant: “I paesi seri e civili non conoscono amnistie e condoni, ma perseguono l’obiettivo della certezza della pena, unico vero deterrente alla delinquenza”.

Astenuti i radicali che ritengono che il provvedimento non risolva i problemi strutturali del sistema detentivo. Al contempo, dopo le prese di posizione di leghisti e dipietristi, definiscono questi ultimi “illiberali”.

 

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

CARTA D'IDENTITA' BILINGUE? ALTRO DIRITTO NEGATO

Articolo successivo

FRIULI: STIPENDI E INDENNITA' PROSCIUGANO IL BILANCIO