Grillini a parte, oggi lavoriamo per mantenere i partiti e i loro ruffiani

di DANIELE V. COMERO

La gente non ne può più di lavorare solo per mantenere i partiti e tutti i loro ruffiani.” E’ vero, concordo con il sanguigno commento di un nostro lettore all’ultimo articolo su Grillo. Prima, però, con un dentino affilato, morde il polpaccio e dice che ho paura, che sono terrorizzato da una loro possibile scomparsa. Anche se l’affermazione è falsa, ha colto in pieno un mio timore, una sensazione di pesantezza che non mi lascia tranquillo. Cercherò di spiegarmi meglio.

A fine giugno si è parlato del cosiddetto “Sistema Sesto” , che rappresenta una degenerazione della politica, un sistema di accordi sottobanco che può falsare le competizioni elettorali, come è successo a Milano (figuriamoci a Napoli o Palermo cosa può succedere), la gestione delle risorse pubbliche, diventando di fatto un compagno stabile del cosiddetto “Sistema Roma”. Questo matrimonio di interessi ricorda il trasformismo del De Pretis, una pagina non proprio brillante della nostra storia parlamentare. Può non piacere, ma la sostanza è nella trasversalità dell’azione politica, nei comitati d’affari tra i partiti, che mettono fuori gioco le persone serie e oneste, presenti in ogni schieramento, a favore degli appartenenti al “sistema”.

Di questi c’è da avere veramente timore, per esperienza personale diretta, perché hanno agganci dappertutto, hanno precisi interessi a far andare avanti solo teste di legno, accondiscendenti ai loro voleri. Il modo di procedere è quello dell’occupazione, quasi militare, dei tantissimi posti di responsabilità nelle aziende di Stato, nella magistratura, nel cuore dello Stato, contribuendo all’attuale degenerazione della pubblica amministrazione, che non è solo incapace e inetta, bensì pericolosa.

Nel giro di pochi anni dal Sistema Sesto si è arrivati al connubio con il Sistema Roma, si sono accoppiati ed è nato nel 2005 un bel porcellino: il “porcellum”. Figlio legittimo e degenere dei due sistemi di potere, efficientissimo nel controllo delle candidature, rigido nel vigilare sugli accessi alla casta politica. Non si riesce a distinguere un partito dall’altro, tra PD, UDC e PDL, nemmeno tra Lega bossiana e maroniana, oppure tra sinistra chic o operaista, ambientalista o arancione, in un qualche modo esponenti importanti di ogni partito sono dentro, anche solo come danzatori, come nei baccanali medioevali notturni delle streghe.

Si osserva una sola eccezione, per ora, quella dei “grillini”, del movimento M5S di Grillo. Sono fuori dal coro, non partecipano ai rituali televisivi dei lodanti del sistema, non fanno nemmeno inchini ai finti “tecnici” paracadutati a palazzo Chigi. Potrebbero farcela, tramite web, a tenere desti gli italiani, creare un clima di sollevazione popolare contro questi politici trasformisti, che inquinano tutti i partiti e ci fanno vivere in questa palude maleodorante. Se tutte le persone di buona volontà porgessero la mano, virtuale, tramite internet, potremmo riuscire a smascherarli prima che sia troppo tardi.

Solo così potremmo andare in ferie tranquilli, togliendoci quel timore di fondo, di prendere l’ennesima fregatura, come è successo in questi ultimi anni.

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