Parlamento, l’università del trasformismo

unione parlamentodi Mario di Maio – “Giuro di essere fedele alla poltrona e di esercitare le funzioni di parlamentare nell’esclusivo interesse del mio gruppo politico”.
Ecco cosa avrebbero dovuto proclamare di fronte al presidente Mattarella in particolare i ministri del ” Conte bis” passati a Italia Viva.
E’ inutile indignarsi perché abbiamo già sprecato troppo tempo a deprecare Scilipoti e gli altri voltagabbana per solito “annidati” nei gruppi misti della Camera e del Senato.
Dobbiamo invece metterci in testa che in Italia si tradisce, e non solamente in ambito coniugale. Lo ha fatto anche lo Stato, e in circostanze più gravi come la prima e la seconda guerra mondiale. Per informazioni contattare rispettivamente Vienna e Berlino. Il problema, però, oltre che per la componente etica rilevante, a livello internazionale comporta conseguenze pesanti perché in un certo senso “autorizza” i nostri Competitor a regolarsi analogamente nei nostri confronti, come quando cercano di rifilarci tutti gli sbarcati africani. purtroppo un Paese che non sarà mai in grado di rimborsare un debito pubblico gigantesco e finora inarrestabile non ha titolo per richiamare all’ordine le altre Nazioni in materia di rispetto degli impegni.
Dobbiamo inoltre prendere atto che nel tempo il nostro Parlamento è diventato l’Università del trasformismo , dove un premier ha la possibilità di guidare un esecutivo che contiene al suo interno numerosi oppositori di lui stesso.
Una struttura camerale con queste caratteristiche non può funzionare a dovere e per questo i problemi sul tavolo sono sempre gli stessi a partire dal Mezzogiorno che condiziona un po’ tutte le altre questioni forse perché eccessivamente “ricco” di aspetti territoriali diversificati.
Fino adesso tutto sommato ci è andata abbastanza bene, ma quanto potrà’ durare il nostro Baraccone? E in che modo ci potrà essere utili l’appartenenza all’U.E.?

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