Parlamentari della Lega nel mirino del fisco. Il Parlamento li salva

di GIORGIO CALABRESI

Parlamentari della Lega Nord nel mirino del fisco. Secondo l’Adnkronos l’Agenzia delle Entrate avrebbe avviato contestazioni nei confronti dei parlamentari per indebite detrazioni nelle dichiarazioni Irpef. Ma gli uffici, saranno costretti a fermarsi. Il Parlamento infatti ha approvato una sanatoria ad hoc mirata a neutralizzare i rilievi mossi ai leghisti. A mettere nei guai i parlamentari della Lega sarebbero stati l’ex tesoriere Francesco Belsito e la segretaria amministrativa Nadia Dagrada, che nell’ambito di una indagine della procura di Forlì condotta dai magistrati Sergio Sottani e Fabio Di Vizio hanno messo a verbale un particolare aspetto del finanziamento alla Lega. In pratica i due hanno raccontato ai magistrati che ai candidati in posizione ritenuta elegibile veniva fatto sottoscrivere l’impegno a versare al partito in caso di elezione 145.000 euro per la durata dell’intera legislatura in rate mensili quale contributo per le spese sostenute dal partito per la campagna elettorale. L’impegno veniva poi trasformato in un atto pubblico dal notaio ad elezione avvenuta.

La procura di Forlì, ritenendo che il contratto rappresentava una donazione simulata ha inviato una informativa all’Agenzia delle Entrate della regione Emilia Romagna affinchè valutasse i profili fiscali dell’operazione. La direzione regionale dell’Emilia si è a sua volta rivolta alle direzioni centrali dell’Agenzia per avere supporto su come orientarsi. La questione è stata approfondita nei suoi diversi aspetti e alla fine è prevalsa la tesi che il versamento al partito fatto sulla base di un accordo non poteva ritenersi una donazione liberale come indicato dalla norma. E quindi non poteva essere portata in detrazione dall’Irpef nella misura del 19%. Sono così scattati i controlli sulle dichiarazioni dei parlamentari leghisti mirati a verificare proprio l’aspetto delle detrazioni legate alle donazioni al partito. Ma proprio mentre stavano arrivando ai destinatari gli avvisi di accertamento è intervenuto il Parlamento con una sanatoria che mette al riparo i leghisti. La somma contestata per un parlamentare che ha fatto una legislatura intera ammonta a circa 60.000 euro tra somme indebitamente detratte, sanzioni e interessi. La norma che azzera tutto e costringerà gli uffici ad annullare i propri atti è stata inserita con un emendamento nel decreto che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. Con un emendamento proposto dai leghisti Roberto Calderoli e Patrizia Bisinella viene stabilito che le erogazioni in denaro effettuate a favore dei partiti politici a partire dal 2007 «devono comunque considerarsi detraibili» dall’Irpef. «Si tratta -spiega Calderoli – di una norma interpretativa che interviene su un aspetto che aveva necessità di essere chiarito. L’emendamento -aggiunge- è stato votato in commissione da tutti i gruppi politici».

 La norma, introdotta nel decreto legge 149 all’articolo 11 comma 4 bis, apporta una significativa modifica alla dizione precedentemente in vigore sulle erogazioni. Nel passato infatti, prima del 2013 era prevista una detrazione del 19% per le «erogazioni liberali» in denaro in favore dei partiti per importi compresi entro un certo tetto. Norma poi cambiata nel 2012 portando la detrazione al 24% per l’anno 2013 e al 26% a decorrere dal 2014, lasciando ferma la dizione «erogazioni liberali». E proprio l’eliminazione della parola liberali dopo quella ‘erogazionì, accompagnata, per evitare ogni dubbio, dall’inserimento dell’avverbio ‘comunquè riferito a ‘detraibili dall’Irpef’ manda in fumo il lavoro degli uffici dell’amministrazione finanziaria e mette al sicuro i parlamentari della Lega. Un vero capolavoro di tecnica normativa, quello messo in atto dal leghista Calderoli, e la collega Bisinella, con l’avallo della maggioranza del Parlamento, che visto il pericolo che incombeva hanno anticipato tutti facendo approvare un condono preventivo che sana i comportamenti illegittimi per il periodo 2007-2013, cioè le annualità già accertate e quelle non ancora prescritte. Ai legali dei leghisti non resta che presentarsi agli uffici e invitarli ad annullare gli atti.

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