Di seguito l’intervento di Giancarlo Pagliarini alla Festa di Patto per il Nord, domenica 21 Settembre 2025 alla cascina Monterobbio
1 Nel mondo comandano quelli forti e l’UE è debolissima, non conta, non ha peso politico. E naturalmente gli stati nazione Italia , Francia, Germania ecc da soli contano ancora meno .
2 Facciamo un salto indietro di 31 anni.
Nel 1994 a New York veniva pubblicato il libro “La fine dello Stato nazione e la crescita delle economie regionali” di Kenichi Ohmae.
Ecco una sintesi: “Lo stato-nazione centralizzato, centralizzante, pachidermico, è un dinosauro destinato a estinguersi”.
Quel libro spiegava come economie di paesi considerati minori, come Singapore , Malesia, Indonesia, Hong Kong e altri, avrebbero potuto presto sopravanzare le economie delle nazioni che li avevano colonizzati.
Ma questi dinosauri non si sono ancora estinti. Continuano a gestire il potere, non cedono sovranità e di fatto bloccano l’UE. Di conseguenza l’UE continua a perdere competitività e peso politico.
3 Il 16 Settembre, a Bruxelles un preoccupatissimo Mario Draghi ha detto, testualmente :” Il nostro modello di crescita sta svanendo. Le vulnerabilità stanno aumentando. E non esiste un percorso chiaro per finanziare gli investimenti di cui abbiamo bisogno. E ci è stato ricordato, dolorosamente, che l’inazione minaccia non solo la nostra competitività ma la nostra stessa sovranità.”
Vediamo perché l’UE perde competitività e rischia , secondo Draghi, di perdere anche sovranità.
Il fatto è questo: i poteri politici, economici e burocratici dei grandi “stati-nazione” europei bloccano l’UE. Questo è un dato di fatto. Il loro è un tentativo, naturale ma drammaticamente deleterio, di autopreservarsi.
Essi non intendono cedere sovranità, non intendono affatto “lavorare assieme” come succede in un sistema Federale, e pensano alla UE come al luogo di contrattazioni e compromessi fra entità che vogliono mantenere il proprio potere autonomo.
Per ogni progetto vediamo sforzi nazionali non coordinati.
L’UE resta divisa tra più campioni nazionali e questo non succede ai nostri concorrenti negli Stati Uniti e in Asia.
Draghi è preoccupatissimo e dice “in alcuni ambiti cruciali, l’Europa deve iniziare ad agire meno come una confederazione e più come una federazione”.
Sono d’accordo! Come Federazione si lavorerebbe assieme per realizzare obiettivi comuni.
4 Ma non ci sono i presupposti, e infatti non abbiamo ancora la Costituzione Europea, non abbiamo l’esercito Europeo , la politica estera servirebbe ma non c’è: oggi è una pura formalità. I viaggi all’interno dell’UE da molti sono ancora considerati viaggi all’estero, eccetera eccetera. L’UE non c’è!
E necessario infrangere tabù di lunga data. Ma intanto il resto del mondo corre
Per la sopravvivenza dell’Europa, dobbiamo fare ciò che non è mai stato fatto prima e rifiutarci di essere frenati da limiti che noi ci autoimponiamo.
5 Gli stati nazione si sono formati nei secoli perché i poteri politici che li governavano avevano bisogno di 1) creare mercati nazionali e 2) avere le forze militari necessarie per difendere i mercati e il loro potere. Capite che questa è “roba dei secoli scorsi”. Lo so, è incredibile, ma per gestire il potere, se lo hanno, oppure per conquistarlo se non lo hanno, in tanti ragionano ancora in questo modo.
Conclusione: l’UE è lenta , è sempre meno competitiva ed è ostaggio dei nazionalismi statali.
La soluzione è ovvia: è la fine degli stati-nazione. Ma è quasi vietato parlarne.
6 Un professore Veneto che dopo Madrid adesso insegna negli US, Michele Boldrin (che di recente assieme ad Alberto Forchielli ha fondato il movimento Drin Drin) lo aveva scritto fin dal 2017: l’UE non funzionerà , aperte virgolette “…fino a quando la società civile europea e le sue élite politiche non cominceranno a dibattere su come dissolvere gli stati nazionali in entità di minore dimensione e maggiore omogeneità socio-culturale per le quali l’Europa Unita non sia solo il terreno di giochi di potere ma un’urgente necessità di cooperare per sopravvivere”.
7 Ecco un passaggio del libro di Kenichi Ohmae che fa capire tutto:
“I governi nazionali tendono tuttora a considerare le differenze tra regione e regione in termini di tasso o modello di crescita come problemi destabilizzanti che occorre risolvere, anziché come opportunità da sfruttare.
Non si preoccupano di come fare per aiutare le aree più fiorenti a progredire ulteriormente, bensì pensano a come spillarne denaro per finanziare il minimo civile (e, aggiungo io, per ottenere voti) .
Si domandano se le politiche che hanno adottato siano le più adatte per controllare aggregazioni di attività economiche che seguono percorsi di crescita profondamente diversi……Concentrarsi unicamente su questi aspetti significa mirare soprattutto al mantenimento del controllo centrale, anche a costo di far colare a picco l’intero paese, anziché adoperarsi per permettere alle singole regioni di svilupparsi e, così facendo, di fornire l’energia, lo stimolo e il sostegno per coinvolgere anche le altre zone nel processo di crescita.”
La illogica struttura dello Stato nazione consente alle elite di essere sempre alla caccia di voti per mantenere il potere e il controllo centrale. Ecco , se ricordo bene, uno dei tantissimi esempi: prima che a Parigi il Board della Disney voleva costruire la nuova Disneyland europea in Liguria. Fermi tutti: per raccattare dei voti si erano inventati che “non era una cosa giusta”, perché i dipendenti della Disney avrebbero dovuto lavorare mentre gli altri si divertivano. Non se ne parla proprio, non è giusto! Già, e così Disney ha aperto a Parigi dove adesso ha oltre 19 mila dipendenti diretti. L’indotto supera i 40 mila.
8 Negli anni le imprese della Brianza con le loro tasse sono state obbligate a finanziare di tutto, dalla fiscalizzazione degli oneri sociali, dalle baby pensioni dei dipendenti pubblici di tanti anni fa (governo Rumor: tante donne con figli hanno potuto andare in pensione dopo 14 anni, 6 mesi e 1 giorno di lavoro!), al più recente reddito di cittadinanza, e così non hanno potuto investire in ricerca, sviluppo, nuovi macchinari e nuovi prodotti. Molte imprese hanno perso competitività ed hanno chiuso.
9 La parola federalismo è stata quasi dimenticata, siamo tutti più poveri, tutto il potere è rimasto concentrato a Roma e l’UE continua ad essere un sogno lontano e impalpabile, di cui però il Nord avrebbe assolutamente bisogno: i burocrati dell’UE possono anche darci un pò di fastidio, ma da Roma il nostro Stato centrale con le sue tasse e le sue leggi ci toglie la libertà e anche l’aria che vorremmo respirare .
10 L’UE può e deve essere organizzata meglio. Tutti noi abbiamo bisogno di più Europa Federale. “Più Europa e meno Roma”.




