Pagliarini, democrazia diretta. Scopri la differenza tra Svizzera e Italia. Una Consulta in Patto per il Nord

di Giancarlo Pagliarini –

I due “pilastri” della Svizzera sono il Federalismo e la Democrazia Diretta.

Il Federalismo noi di Patto per il Nord lo conosciamo bene e al Congresso di Treviglio del 15 e 16 Novembre tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza , la necessità e l’urgenza di lavorare per questa riforma.

La Democrazia Diretta da noi in Italia può essere anche considerata uno “strumento pericoloso” in un paese come il nostro  dove le ideologie pesano ancora molto e ci sono cittadini  che  scelgono di votare per quelli  che sono particolarmente  abili  a comperare voti con “promesse assurde ma ascoltate” , oppure  con leggi finanziate col debito pubblico , che viene sempre trasferito sulle spalle delle generazioni future.

Tra pochi giorni, il 30 Novembre , in Svizzera saranno votate due “iniziative popolari” figlie della Democrazia Diretta

Molto in sintesi le “iniziative popolari” funzionano  cosi: intorno a una idea si forma un “comitato d’iniziativa” che ha 18 mesi di tempo per raccogliere 100 mila firme su un testo che propone di cambiare uno o più articoli della Costituzione

Le “iniziative popolari” per modificare la Costituzione esistono dal 1891 e fino ad oggi ne sono state votate  235

I nuovi articoli della Costituzione proposti dai “comitati di iniziativa” entrano in vigore soltanto se la maggioranza dei votanti ( maggioranza del Popolo) e quella dei Cantoni (maggioranza dei Cantoni) li approvano. Dunque serve una doppia maggioranza.

Fino ad oggi in  26 casi il Popolo e i Cantoni coi loro voti hanno cambiato la Costituzione. 26 casi su 235 sono pochi, sono solo l’11% . Ma l’impatto delle “iniziative popolari” è stato significativo anche quando le loro proposte sono state bocciate, perchè hanno promosso discussioni e  dibattiti , e in questo modo i cittadini sono cresciuti e diventati più consapevoli

La Costituzione Svizzera prevede anche i Referendum (obbligatori e facoltativi)  , ma il 30 Novembre si voteranno solo due “iniziative popolari” che hanno l’obiettivo di cambiare alcuni articoli della Costituzione. Una delle due riguarda le tasse: si tratta, come vedrete, di una proposta per aumentarle

La prima delle due “iniziative popolari” che saranno votate il 30 Novembre è intitolata “Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)”

Si tratta di questo: oggi tutti gli uomini Svizzeri sono obbligati a lavorare per la collettività, e possono svolgere questo lavoro in tre modi:

  1.   Svolgendo il servizio militare
  2.   Quelli che non vogliono svolgere il servizio militare possono lavorare per il servizio civile, per un periodo più lungo del servizio militare.  Il servizio civile riguarda attività di assistenza ad anziani, minori, immigrati, disabili e malati, attività di cura, riabilitazione e reinserimento sociale, attività di protezione civile, difesa ecologica e salvaguardia del patrimonio ambientale ecc
  3. Quelli che non vogliono o non possono svolgere né l’uno né l’altro devono pagare una  tassa di esenzione

Le donne oggi  non sono obbligate, ma se lo desiderano possono svolgere sia il servizio militare sia il servizio civile.

Naturalmente chi svolge il servizio militare o il servizio civile non può svolgere il suo solito lavoro, ma viene pagato per la “perdita di guadagno”

L’iniziativa “servizio civico” che sarà votata il 30 Novembre prevede che tutti i cittadini Svizzeri (“tutti”, quindi anche le donne) siano obbligati a lavorare per la collettività. Di conseguenza se l’iniziativa sarà approvata ci saranno più persone , in pratica il doppio, che dovranno lavorare per la collettività, o pagare la tassa di esenzione.  Le persone non necessarie all’esercito e alla protezione civile svolgeranno altri lavori per la collettività: lavori per prevenire catastrofi, la protezione del clima, la sicurezza alimentare e l’assistenza ecc.

Ecco una mia  considerazione.

Quelli che voteranno SI sono quelli che guardano solo una parte della proposta: ci sarà più gente che lavora per la collettività. Questa è una bella notizia, che promuove la coesione sociale: sarebbe  un bel sogno che si avvera.

Quelli che voteranno NO avranno apprezzato la proposta ma si saranno posti anche  delle domande: dove troviamo i soldi per pagare le “perdite di guadagno”, che in pratica con questa proposta raddoppierebbero? Chi le paga?  E cosa succede nelle aziende che dovranno sostituire le donne che dovranno lasciare per un certo periodo di tempo il posto di lavoro?

Tra pochi giorni, il  30 Novembre , vedremo quanti saranno in Svizzera quelli che con entusiasmo “votano i sogni” e  quelli che invece  prima di votare  “fanno anche i conti”. Ho passato la vita a fare conti ma confesso che se fossi Svizzero avrei una gran voglia di votare questo sogno, e comunque di capire, studiare la situazione, discutere. Anche questo è il bello della Democrazia Diretta

Le due camere del Parlamento hanno fatto sapere al Popolo e ai Cantoni il loro parere su questa iniziativa.

Dei 200 membri del Consiglio Nazionale (la Camera bassa) , hanno partecipato alla votazione che si è svolta per dare un parere su questa iniziativa in 197 , ed i NO sono stati 173 (l’88%).

Dei 46 membri del Consiglio degli Stati (la Camera alta) ,  hanno partecipato alla votazione in 43 ed i NO sono stati 34 (il 79%).

Fonte: l’Opuscolo informativo delle votazioni (chiamato anche “libretto rosso delle votazioni”) che la Cancelleria federale stampa e distribuisce a tutti gli aventi diritto al voto. Questo “libretto rosso” arriva nelle case circa tre settimane prima della votazione e contiene le spiegazioni del Consiglio federale sugli oggetti in votazione, in modo neutrale e dettagliato, oltre agli argomenti dei comitati favorevoli e di quelli contrari.

Questo “Opuscolo informativo delle votazioni” è sicuramente uno strumento centrale della Democrazia Diretta in Svizzera.

Colgo l’occasione per ricordare  che le Votazioni popolari si svolgono quattro volte all’anno. Il calendario ufficiale delle prossime votazioni federali è già fissato fino all’anno  2042 e nel  2026 le votazioni si svolgeranno  l’8 Marzo, il 14 Giugno, il 27 Settembre e il 29 Novembre

La seconda iniziativa popolare  che sarà votata il 30 Novembre è intitolata “Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)”

In sintesi si tratta di questo:

1 Da tempo il Popolo Svizzero ha deciso di ridurre a zero le proprie emissioni di “gas serra” entro il 2050

2 Per raggiungere questo obiettivo si spendono circa 2 miliardi di Franchi all’anno

3 Quasi tutti i Cantoni oggi incassano una imposta sulle successioni e sulle donazioni, dalla quale sono esentati il coniuge superstite e i figli.

4 L’iniziativa prevede di introdurre , anche al livello dello Stato centrale (la Confederazione)  , una nuova e salatissima imposta sulle eredità e sulle donazioni delle persone fisiche . L’aliquota che questa “Iniziativa popolare” propone è del 50% sulla parte di eredità che supera la parte esente di 50 milioni

Il comitato d’iniziativa prevede che questa nuova tassa porterà nelle casse della Confederazione circa 6 miliardi di franchi all’anno

Il Consiglio Federale (così viene chiamato in Svizzera il Governo) e le due Camere del Parlamento prevedono che l’attuazione dell’iniziativa potrebbe indurre contribuenti facoltosi e imprese a lasciare la Svizzera, mettendo a repentaglio posti di lavoro. E prevedono che  “I contribuenti facoltosi trasferitisi all’estero , inoltre, non pagheranno più imposte sul reddito e sulla sostanza in Svizzera, il gettito delle quali proviene circa in ragione del 40 per cento dall’un per cento dei contribuenti con il reddito o il patrimonio più elevato. A conti fatti , le entrate fiscali di Confederazione, Cantoni e Comuni potrebbero dunque ridursi considerevolmente rispetto a oggi, il che sottrarrebbe risorse anche per compiti pubblici importanti come la protezione del clima”  (fonte il “libretto rosso” delle votazioni)

Ma mi sembra non sia solo una questione di clima.

Infatti il Comitato di iniziativa scrive questo nel “libretto rosso delle votazioni” (copio e incollo) :

“La crisi climatica, le crescenti disuguaglianze di ricchezza e lo smantellamento della democrazia sono le maggiori sfide della nostra epoca. Con i loro jet privati e i loro investimenti, i super ricchi distruggono l’ambiente in cui viviamo, e con i loro soldi si assicurano potere e influenza sul piano politico. È nostro dovere difendere la democrazia e preservare le basi  della vita. Prelevando un’imposta sulle mega eredità possiamo procurarci i miliardi necessari per proteggere il clima e ridurre le disuguaglianze di ricchezza. Per questo occorre dire sì all’imposta sulle mega eredità “

Sono dichiarazioni veramente molto  forti. Il testo del comitato di iniziativa prosegue per due pagine , al termine delle quali nel “libretto rosso delle votazioni”  la Cancelleria federale ha  ritenuto opportuno (e ha fatto bene) inserire questa precisazione:

“Il comitato d’iniziativa è l’autore del testo di queste due pagine. In quanto tale è responsabile del suo contenuto e delle scelte lessicali.”

Le due camere del Parlamento hanno fatto sapere al Popolo e ai Cantoni il loro parere su questa iniziativa.

Dei 200 membri del Consiglio Nazionale  hanno partecipato alla votazione che si è svolta per dare un parere su questa iniziativa in 197 , ed i NO sono stati 132 (il 67%).

Dei 46 membri del Consiglio degli Stati hanno partecipato alla votazione in 43 ed i NO sono stati 36 (l’83%).

Penso che il 30 Novembre non saranno molti gli Svizzeri che andranno a votare e probabilmente le due “iniziative popolari” saranno bocciate. L’idea di “quorum” non è prevista e a mio giudizio , in presenza di cittadini maturi, responsabili e informati , suonerebbe quasi come una offesa

Una Consulta di Patto per il Nord che approfondisca benefici, rischi e le caratteristiche che potrebbero avere  principi di Democrazia Diretta nel nostro paese sarebbe sicuramente utile ed avrebbe (non c’è dubbio!) molto da lavorare, studiare e proporre.

 

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