PAGLIARINI: BOSSI LASCI O TUTTO E’ FINITO! TOSI: BONI SI DIMETTA

di REDAZIONE

Questa l’intervista concessa all’Agenzia Ansa da Giancarlo Pagliarini.

Dagli ‘ex’ bisogna sembra guardarsi: hanno il dente avvelenato e sono pronti a consumare la vendetta. Figuriamoci quando quelli che ti hanno ‘cacciatò si trovano in difficoltà. Giancarlo Pagliarini è un caso a parte: ex ministro nel primo governo Berlusconi, ex esponente del Carroccio ed ex amico di Umberto Bossi. Sul caso Boni non attacca, anzi è «realmente dispiaciuto» e invita ad “aspettare prima di attaccare una persona”. Quanto alla Lega però le cose sono diverse: »La questione morale non c’è ma quella politica è sotto gli occhi di tutti. E i dirigenti devono prenderne atto. Bossi? È ora che si riposi un pò a casa«. – Il caso Boni ha creato scompiglio in tutto il movimento. Anche tra i cosiddetti ex leghisti. Che ne pensa? – »Ci sono rimasto male ma si sa ancora così poco. Aspettiamo ma mi ha fatto piacere che Boni abbia detto di essere estraneo alle accuse. Mi meraviglia piuttosto che non tutti lo abbiano difeso immediatamente a spada tratta«, dice Pagliarini con voce dimessa. “In ogni caso – riprende – non sono un ‘ex’. Semmai è la Lega che è cambiata. Io sono rimasto fedele alle mie idee. Una volta erano anche quelle degli altri”.

Anche lei con la storia della Lega delle origini? – “Ora la frequento da fuori, ne sono uscito. Questa Lega non c’entra nulla con quella che c’era: io non avevo mai fatto politica e mi ero avvicinato al movimento per passione. Ora si sono messi a fare anticultura. Dovevamo fare la rivoluzione federale e, invece, hanno fatto questa scemata della legge sul federalismo che avrebbe dovuto premiare le Regioni buone e punire quelle cattive. Ma figuriamoci. I cantoni svizzeri mica funzionano così “.

Vuole dire che il progetto di Bossi è fallito? – “Umberto sta male, è malato. Se ne stia un pò a riposo. C’è affetto nei suoi confronti ma è il caso che stia un pò a casa sua. Non può dire cose come quelle che ha detto a proposito di Monti. Non si può fare così”.

Ma chi lo può sostituire? Maroni? I ‘cerchistì? – Maroni è stato membro di un governo che ha tradito il progetto iniziale, ha condiviso tutte le scelte fatte dal governo precedente. La Lega doveva rimanere da sola e invece anche Maroni era alleato di Berlusconi. I cerchisti non son diversi, erano solo ancora più attaccati a Berlusconi”.

È uno scenario devastante. Il sole delle Alpi rischia di eclissarsi e il Carroccio scomparire? – Beh. Se non cambia, sparisce. Ha sempre uno zoccolo duro, fatto da gente perbene senza alternative, che arriva all’1%-2% dove conta molto anche l’affetto per Bossi.

Tutto è finito?  “C’è qualche proposta come Unione Padana che guarda anche alle posizioni di ‘Veneto Stato’ ed altre formazioni. Qualcosa si muove. Questi movimenti si possono federare e la Lega Nord può farne parte ma senza questi dirigenti che hanno fatto gli ‘scendilettò di Berlusconi. ‘L’Indipendenzà, il quotidiano online diretto dall’ex direttore della Padania Gianluca Marchi e dal giornalista Leonardo Facco, sta provando a parlarne. Ripartiamo dalle idee”.

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