Padova: imprenditore entra in banca e spara al direttore

di REDAZIONE

Un uomo è entrato attorno alle 10.30 nella sede centrale della Banca di Credito Cooperativo a Campodarsego e ha sparato al direttore Pier Luigi Gambarotto (nella foto). L’uomo è ferito in modo grave ma è vivo. Sul posto si sono subito portati i carabinieri che hanno iniziato le indagini. Choc tra i dipendenti della banca che hanno assistito alla scena. A sparara al direttore Gambarotto è stato Luciano Franceschi, imprenditore del settore alimentare, proprietario di un supermercato a Borgoricco e noto “venetista”, già presidente dello “Stato Veneto Indipendente”. All’origine del gesto probabilmente un mancato credito da parte della banca.

L’uomo, era arrivato davanti al Credito Cooperativo di Campodarsego, con la sua la sua Panda, quindi dopo essere entrato, si e’ diretto immediatamente nell’ufficio del direttore. Una volta entrato dal direttore, il 55enne, titolare di un caseificio e conosciuto in banca, ha iniziato una discussione con il direttore, quindi, e’ partito un colpo dalla pistola che aveva con se’, che ha colpito al torace il bancario, che e’ stato trasportato all’ospedale di Padova, dove e’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Le sue condizioni non sarebbero gravi e non sarebbe quindi in pericolo di vita. Non si conoscono, ancora, le ragioni che hanno portato al gesto l’imprenditore che e’ stato fermato dai carabinieri e portato nella caserma di Campodarsego. Al momento si trova a disposizione del gip per l’interrogatorio.

”E’ un gesto da condannare, ma anche un segno di disperazione che una volta di piu’ mostra una guerra fra poveri”. Cosi’ il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia commenta la vicenda dell’imprenditore di Campodarsego che stamane ha sparato al direttore di una filiale di banca. “E’ un segno della disperazione, esaltata dalla crisi e dalle difficolta’ di vedere una luce in fondo al tunnel”, ha detto il presidente del Veneto, ammonendo che comunque “vanno condannati gli atti di violenza”. Per Zaia quindi ”proprio la disperazione e’ un minimo comun denominatore con i suicidi degli imprenditori, dopo il nuovo caso di ieri. Continuiamo a lavorare sulle politiche di sostegno alle imprese e dell’occupazione – ha infine ricordato – La protesta ci sia, sia forte e vigorosa, ma non deve passare agli insulti, alle mani, alle armi”.

Print Friendly, PDF & Email
Default thumbnail
Articolo precedente

Benedetto XVI si dimette. Il nuovo Papa entro Pasqua

Articolo successivo

Fenestrelle, la storia è diversa da come l'hanno raccontata