Padani poveri da non curarsi. Se avessimo il residuo fiscale la salute sarebbe un diritto per tutti

di Monica Rizzi e Roberto Bernardelli – Il nono rapporto nazionale sulla povertà sanitaria ribadisce che nel 2021, almeno 597.560 persone povere non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno. “Si tratta di 163.387 persone in più rispetto alle 434.173 del 2020. Si è registrato, quindi, un incremento del 37,63% di persone in povertà sanitaria. L’aumento deriva dalla pandemia da Covid-19 che ha arrecato gravi danni alla salute e al reddito di milioni di residenti”.

Ma il report tuttavia evidenzia che…. “Le regioni con più residenti in povertà assoluta sono la Lombardia (992 mila), la Campania (859 mila), la Sicilia (517 mila), il Veneto (440 mila), il Piemonte (405 mila). La classica distinzione Nord, Centro, Mezzogiorno risulta dunque
meno compatta di quanto si è soliti immaginare”. Dunque, chi può curarsi di meno risiede in Padania.

È quanto emerge dal 9° Rapporto Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci realizzato con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico). I dati, rilevati attraverso la rete dei 1.790 enti assistenziali convenzionati con il Banco ed elaborati da OPSan, sono stati presentati il 16 dicembre 2021, in un convegno in diretta streaming promosso da Banco Farmaceutico e AIFA.

Leggiamo i dati: “Nonostante il forte universalismo del nostro Servizio Sanitario Nazionale, il 42,2% della spesa farmaceutica è a carico delle famiglie, che nel 2020 (ultimi dati disponibili) hanno speso 8,7 miliardi di euro su un totale di 20,5 miliardi. Questa dinamica fa sì che le famiglie povere del nostro Paese risiedano per il 47% al Nord (943 mila unità) contro il 38,6% del Mezzogiorno (775 mila unità), con una differenza in valore assoluto di 168 mila famiglie. Un’analoga tendenza si registra anche sul versante individuale: risiede infatti al Nord il 45,6% delle persone in povertà assoluta (2 milioni 554 mila unità), contro il 40,3% dei poveri residenti nel Mezzogiorno (2 milioni 259 mila unità), con una differenza in valore assoluto di 295 mila persone. In quest’ultima ripartizione l’incidenza di povertà individuale è salita all’11,1% dal 10,1% del 2019, mentre nel Centro è salita al 6,6% dal 5,6% del 2019″.

Fermi tutti. Ma non era il Nord la terra dell’efficienza, della giustizia sociale, del welfare che arriva a tutti? Non era la terra che ha un residuo fiscale che non viene reclamato dai governatori e dai sindaci? 

Come si usa dire, ragioniamoci sopra. 

Monica Rizzi, Responsabile organizzativo federale Grande Nord

Onorevole Roberto Bernardelli, Presidente Grande Nord

 

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Perché non riescono a tagliare le tasse? Perché non c'è autonomia

Articolo successivo

Bresciani all'estero, secondi dopo Milano. Le difficoltà per il rientro con le ultime restrizioni