Padani, figli di una cementificazione maggiore

 

da Padania Classics-Atlante dei Classici Padanibetoniera

I new jersey di plastica bianca e rossa pascolano ai bordi della strada, si mettono in fila per incanalare le auto, si riproducono lungo le rotonde ovvero attendono la prossima transumanza. Vivono in comunità variabili, si spostano a gruppi e instaurano rapporti caratterizzati da un certo grado di fedeltà.

(Fotografie di Filippo Minelli, Testo di Emanuele Galesi, Atlante dei Classici Padani disponibile su www.krisispublishing.com)

Un telo forato arancione sibila al vento e divide il mondo tra il di qua e il di là, dove c’è il cantiere: spesso i due territori sono intercambiabili, il manufatto è fluido e la sua costruzione supera le sue stesse barriere.

Il telo è aggrappato a una rete metallica zincata e spicca nel paesaggio della Macroregione contrastando il grigio di una giornata senza ombre o esaltando il sole nelle sue vittorie sulla piana.

“La Macroregione senza cantieri non sarebbe Macro.”

Talvolta si fa sostituire da un lenzuolo verde artificiale che garantisce la discrezione e censura la pornografia dei lavori in corso. Oltre c’è un’impalcatura, uno scavo, un’asfaltatura ai piedi di cavalletti bianchi e rossi, nastri omocromi spezzati da un passante, coni di plastica arancione, il simbolo del casco da indossare e una pila di forati che si specchiano in una pozzanghera. Deviazioni obbligatorie su fondo giallo.

La Macroregione senza cantieri non sarebbe Macro. Raccordi autostradali, innalzamenti di tramezze, tubi delle fognature da sostituire, villette e palazzi a puntellare il paesaggio: è stata calcolata un’occupazione del suolo pari a otto metri quadrati al secondo dagli anni Cinquanta a oggi, è come se nel tempo di uno starnuto sorgesse una nuova stanza grande come una toilette davanti a occhi increduli per un simile sfoggio di potenza. Sbam! Tra gli innumerevoli primati che detengono, la Macroregione Centrale e la Macroregione Orientale si qualificano ai vertici della scala della cementificazione continua. Il cantiere è segno di vitalità, secondo il vecchio adagio “quando la cazzuola fischia l’economia canta” e con lei intonano un Magnificat i coristi impegnati nei trasferimenti di denaro dal chiuso dei fondi bancari o dei doppifondi aziendali, tra ghiaie, sabbie e argille da escavare o nuovi calcestruzzi al ripieno di tondo d’acciaio da tumulare, circondati da sudari bituminosi che pietosamente celano quel che resta della Piana fin verso le pendici montuose.

(segue http://www.padaniaclassics.com/infastiditi_dal_vuoto/)

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