Ospedale di Cremona? Meglio ristrutturare che rifare

di Luca Gusperti – Dopo le differenti proposte lanciate dal Movimento Territoriale Grande Nord Bassa Padana, che hanno coinvolto anche il settore sanitario, ci è stata richiesta la nostra opinione in merito all’impiego del denaro pubblico per la ristrutturazione o la costruzione di una nuova struttura Ospedaliera nella città di Cremona. In modo molto semplice rispondiamo a questa domanda, proponendo la ristrutturazione dell’ attuale edificio, ed eventualmente se necessario, l’ ampliamento dello stesso.

Ci teniamo a sottolineare gli aspetti che ci portano a optare per questa scelta, innanzitutto, la ristrutturazione di un edificio esistente, comporta sicuramente un minore impatto ambientale, sia per l’ impiego di nuove tecnologie per adeguare l’ attuale struttura esistente, sia di tutto il processo che comporta la costruzione di un nuovo edificio.

Vogliamo inoltre evitare inutili teatrini speculativi che una nuova struttura, potrebbe comportare, e proponiamo un nuovo modello di appalto per la ristrutturazione che porti al rispetto dei preventivi approvati e delle relative tempistiche senza oneri aggiuntivi, non ultimo con un rispetto alle normative legislative vigenti, sia in termini di sicurezza per I lavoratori impiegati per l’ operazione sia per l’ erogazione dei servizirichie sti.

La ristrutturazione dell’ attuale Ospedale, inoltre sarebbe in linea con le leggi vigenti che prevedono la salvaguardia e  manutenzione degli stessi, è infatti impensabile che un edificio con un valore sociale e di un’utilità cosi ampiamente dimostrata, sia stato trascurato fino a pensare di costruirne uno nuovo.

Come movimento territoriale, soprattutto nel comparto sanitario, crediamo che la struttura esistente non solo debba subire i necessari interventi strutturali per poter giungere agli standard strutturali migliori, ma riteniamo doveroso iniziare ad apportare i necessari cambi gestionali che possano catapultare l’ operatività attuale in servizi proiettati al futuro.

Si deve totalmente eliminare la gestione basata sulle nomine politiche delle varie strutture, vanno inserite commissioni giuridicamente responsabili, che analizzino almeno ogni tre mesi la situazione ambientale della struttura e che ne riporti le esigenze al Direttore sanitario. La commissione dovrà inoltre avere frequenti contatti con rappresentanti del personale della struttura con i quali interagire e poter migliorare oggettivamente i servizi, le interazioni e le problematiche connesse a tutta l’ attivita’ lavorativa in genere. Esigiamo quindi meno demagogia e piu’ azioni realmente tangibili.

Come abbiamo già sottolineato nei nostri precedenti articoli inerenti il mondo sanitario, servono azione decise, concrete, che abbiano come primario interesse la salute della popolazione, serve un cambiamento epocale dettato da visione prospettica e lungimirante, e non una politica fatta di tagli a strutture, personale e servizi.

Per la Confederazione Grande Nord Bassa Padana (Crema-Lodi-Cremona)

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