Ora tutti scoprono che il problema della Lombardia è l’Italia

di GIORGIO CALABRESI

«È la perdita di competitività della Lombardia, motore economico e sociale d’Italia ed una delle quattro regioni europee più forti economicamente (insieme al Rhone-Alpes, alla Catalogna ed al Baden Wurttemberg),  a far scalare di posto il nostro Paese nella classifica Ue delle Regioni più competitive del Continente. E la Lombardia perde competitività penalizzata dalla disfunzione del sistema Italia: un cane che si morde la coda, dunque». A sostenerlo è il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici,  commentando lo studio dei territori elaborato da ricercatori dell’Ue e dal quale emerge che la Lombardia è uscita dal ranking delle prime 100 regioni dell’Europa. «Se guardiamo a quelli che ritengo essere i 5 pilastri della competitività a livello internazionale (2 a scala locale, l’ambiente – naturale, culturale e di offerta di servizi – e le infrastrutture, e 3 a scala nazionale, la burocrazia, il fisco, la giustizia) -sottolinea- possiamo constatare che la Lombardia ha perso terreno relativamente ai primi due, ricordiamo la scarsa attenzione al collegamento ferroviario svizzero AlpTransit, ma si tratta anche qui di una scelta nazionale, e l’Italia agli altri tre». Risultato complessivo, sottolinea il presidente di Assoedilizia, «è che anche in Lombardia (regione leader in Italia sotto tale profilo) abbiamo assistito, negli ultimi anni ad un calo verticale degli Ide (Investimenti Diretti Esteri), indicatore questo assai eloquente della attrattività/competitività del territorio».

Dunque il problema dell’Italia di oggi è «come attrarre» gli investimenti e come «trattenerli». Se in cambio delle tasse non dai niente «chi non evade va via dall’Italia». Ad affermarlo è l’economista e professore all’Università Cattolica di Milano, Giacomo Vaciago, commentando lo studio dei territori elaborato da ricercatori dell’Ue e dal quale emerge che la Lombardia è uscita dal ranking delle prime 100 dell’Europa ed è precipitata al 128esimo posto. La Lombardia si colloca comunque al primo posto delle regioni italiane davanti all’Emilia Romagna (141) e il Lazio (143). Questo declassamento, «che è la graduatoria dell’essere attraente», spiega Vaciago, «non è colpa di Monti. C’è una colpa assolutamente bipartisan. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, non dica che sia colpa dell’ultimo governo. È la colpa del penultimo, del terzultimo…». Negli anni ’90, infatti, rileva l’economista, «le aziende italiane andavano in Romania, negli anni ‘2000 abbiamo invaso il mondo. Ora le aziende crescono ovunque ma sono poche quelle che crescono in Italia. La crescita si fa altrove». Il problema di oggi, osserva, «è come attrarre gli investimenti, le aziende…Se l’Italia non attrae e non trattiene è perchè c’è un problema fisiologico. Chi ci impedisce di fare politiche attraenti?». La Francia, l’Austria, la Svizzera, sottolinea Vaciago, «ci stanno portando via le aziende migliori. Invece quelle italiane stanno andando via: da Modena vanno in Polonia, da Pescara in Danimarca…». Il problema, spiega ancora l’economista, «è che cosa dai in cambio delle tasse: chi non evade va via dall’Italia». E chi dovrebbe venire non lo fa: «quanti indiani e cinesi investono in Italia? pochi». Il problema del 2014 «sarà quello di saper ricambiare con chi ci porta degli investimenti».

Insomma, tutti scoprono ora che il problema della Lombardia sofferente è l’Italia. Bisognerebbe che lo cominciassero a comprendere anche molti lombardi.

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11 Comments

  1. Questo é quello che vogliono far credere, ma il problema dell’Italia é proprio la Lombardia. Per oltre 20 anni abbiamo avuto al Comando della Lombardia un Partito infame che ha nascosto la realtà presentandola come opera Pia, il Partito di Comunione e Liberazione Governato da gente senza scrupoli e privi di coscienza che hanno fatto di tutto nascondendo ben bene la realtà tramite il soffocamento della censura. Se analizziamo tutte le porcate commesse in Lombardia e attraverso l’Italia intera, riscontriamo sempre un Lombardo appartenente al Partito di Gesù.
    Anthony Ceresa.

  2. L’itaglia non è un problema solo per la Lombardia ma anche per il Veneto, l’emilia ecc.

    Un problema immane per tutta la brava gente che lavora.

  3. Il sistema borbonico? E il caimano? La pitonessa? E tutto il circo che gira intorno? E le grandi banche? E i grandi gruppi editoriali? E i
    L sistema finanziario? E gli oligopoli? Sono tutti meridionali? Ma perché nn ve ne andate? Ma chi vi trattiene? La via per la secessione è semplice, basta avere la maggioranza politica …. allora su il c… da davanti al pc e mettetevi al lavoro se ne siete capaci

    • Lucano dovrebbe valutare che al Nord ormai la maggioranza della popolazione non è più autoctona e che l’indipendenza del Nord è contro gli interessi della maggioranza del totale della popolazione che vive alle sue spalle. Quindi su basi etniche, secondo me, l’indipendenza il Nord non la otterrà mai. Dovrebbero formarsi 2 partiti fortemente liberisti indipendenti. Uno al Nord e uno al Sud. Allora ci sarebbe uno spiraglio per una equa federazione. (secondo me naturalmente)

  4. quando i lombardi (al pari dei veneti) se ne renderanno conto, il titalic sarà già in fondo all’oceano. intanto continuano a sventolare il tricolore, a seguire la squadra colonialista di calcio e a definirsi italiani. Bravi, avanti così.

  5. La conseguenza sarà una decrescita felice.
    Bartali riassumeva cosi’ in merito a cose che per lui non andavano bene : “l’è tutto sbagliato, tutto da rifare”.

    Concordo con Bartali.

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