Openpolis: Con l’emergenza sanitaria aumenta l’aiuto gonfiato. Il giallo delle spese sui vaccini

La Fondazione Openpolis ha sollevato in un suo ultimo report una serie di criticità sulle conseguenze “indirette” della pandemia da Covid. Lo riportiamo integralmente, seppur in sintesi, perché deve far riflettere sull’uso e la distribuzione delle risorse economiche in questa fase di ulteriore recessione.

“La pandemia ha causato un incremento del tasso di povertà globale e ha inasprito le disuguaglianze, rendendo la cooperazione internazionale uno strumento ancora più importante. Tuttavia, proprio nel mezzo di un’emergenza sanitaria globale, molti stati Ue hanno messo davanti i propri interessi nazionali. Nel complesso, è diminuito l’aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) rispetto al 2020, ed è aumentata la componente che Concord definisce di “aiuto gonfiato”, ovvero di risorse che non arrivano realmente ai paesi a basso reddito. È quanto emerge dal report Aidwatch del 2022 di Concord.

Nel 2021 i paesi Ue hanno destinato complessivamente 65,5 miliardi di euro alla cooperazione internazionale, lo 0,48% del proprio reddito nazionale lordo (Rnl) cumulativo. Una cifra ancora lontana dall’obiettivo di dedicare lo 0,70% di Aps/Rnl entro il 2030. L’Italia non ha raggiunto nemmeno l’obiettivo intermedio, registrando un rapporto pari allo 0,29%. Tra 2020 e 2021 Concord rileva in particolare un marcato aumento dell’aiuto gonfiato, passato dallo 0,01% allo 0,07% del Rnl. Una tendenza che ha caratterizzato molti altri stati Ue e che in parte può essere spiegata con la politica vaccinale che l’Europa ha adottato.

 

Molti paesi infatti hanno rendicontato i propri vaccini in eccesso come aiuto pubblico allo sviluppo. Impropriamente, secondo Concord, perché semplice conseguenza di una politica di accumulo dei vaccini da parte dei paesi che se li possono permettere, più che sintomo di un effettivo impegno a facilitare la vaccinazione su scala globale”.

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