Ogni mese di ritardo sui vaccini costa 4,7 miliardi di euro in meno di consumi. Chi paga?

Ogni mese di ritardo nella campagna di vaccinazione costa 4,7 miliardi di consumi. Lo stima Confesercenti che, in una nota, sottolinea come il vaccino sia “una priorita’ per la salute pubblica ma anche per l’economia”. Il Governo “confida in un aumento dei consumi del 4% per raggiungere un incremento di pil nel 2021 del 6%. Al momento – commenta la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise – questo obiettivo sembra fuori portata, solo un’ampia copertura vaccinale potrebbe consentire di raggiungerlo”.

La ripresa, si legge nella nota, “dipende fortemente dai risultati che si riusciranno ad ottenere con la campagna di vaccinazione. Soltanto un pieno conseguimento degli obiettivi annunciati potra’ infatti restituire alle famiglie la fiducia necessaria per riportare i consumi ai livelli pre-pandemici: possiamo stimare che ogni mese di ritardo nella campagna vaccinale determini 4,7 miliardi di mancato recupero dei consumi e una corrispondente perdita di pil dello 0,3%”. Il raggiungimento di una significativa soglia di immunita’ nella popolazione italiana, continua Confesercenti, “restituirebbe il 30% di spesa delle famiglie al comparto degli Alberghi e pubblici esercizi, il 21% di spesa alla Ricreazione e cultura, il 17% all’Abbigliamento. Nel frattempo, questi comparti registrano il seguente ridimensionamento sul pil: dal 6,2 al 4,4% per “Alberghi e pubblici esercizi”; dal 4,2 al 3,3% per la “Ricreazione e cultura”; dal 3,7 al 3% per l’Abbigliamento”.

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