OGM, CHIUSI I CAMPI IN TUSCIA: LA RICERCA E’ MORTA

di REDAZIONE

“E’ un duro colpo per chi crede nella ricerca e nell’innovazione. Il progetto della Tuscia era uno dei fiori all’occhiello della sperimentazione sugli Ogm in Italia, in pratica l’ultimo rimasto attivo”, ha commentato Duilio Campagnolo Presidente di Futuragra. “Gli agricoltori italiani sono fermamente convinti della validità della ricerca in materia di biotecnologie, ma le nostre istituzioni, che da una parte si dicono a favore della scienza, dall’altro preferiscono continuare la via dell’oscurantismo, anche per una serie di vuoti normativi che non permettono l’autorizzazione a nuove sperimentazioni”.

“Con questo atto cala il sipario su uno degli ultimi studi sulle biotecnologie vegetali in Italia, dove veniva portato avanti anche un importante progetto per salvare le piantagioni di kiwi al momento di difficoltà” ha proseguito Campagnolo. “E’ da diverso tempo che Futuragra denuncia, sia a livello italiano che europeo, il drammatico stato in cui versa la ricerca nel nostro Paese. Dieci anni fa erano 250 i progetti portati avanti, mentre oggi la sperimentazione è pressoché azzerata. Una situazione paradossale, che costringe il nostro Paese a rimanere al palo e isolato dal resto del mondo, dove esistono centri sperimentali in cui vengono studiate piante che rappresentano il futuro dell’agricoltura, dell’agro-industria e della medicina, fondamentali quindi anche per la qualità dell’ambiente e dell’alimentazione” ha aggiunto Campagnolo.

“Per sbloccare questo immobilismo, Futuragra rinnova la sua proposta di mettere a disposizione una parte dei 30mila ettari dei campi dei suoi associati per dare il via a semine sperimentali in pieno campo, nel rispetto della regolamentazione autorizzata dalla Comunità europea” ha proseguito Campagnolo. “Siamo fiduciosi che questo segnale forte sia la soluzione per mettere la parola fine alle polemiche antiscientifiche e tecnofobiche, per riportare all’avanguardia la ricerca pubblica in Italia” ha concluso Campagnolo.

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