Oggi processo per il Bataclan. Ce lo siamo dimenticati?

“Sono persone di cui ho il massimo disprezzo, non piu’ di questo: mi sono piuttosto indifferenti. Non mi fanno paura”. Cosi’ Luciana Milani, la madre di Valeria Solesin, vittima italiana alla strage del Bataclan, descrive le proprie sensazioni nei confronti dei terroristi responsabili degli attentati a Parigi del 13 novembre 2015, in un’intervista a Il Gazzettino, nel giorno dell’apertura del processo in Francia. “Penso – afferma Milani – che sara’ un processo miliare, e sono felice di come la Francia lo sta trattando, di come stia informando noi parti civili: e’ un fatto sostanziale e non solo di rispetto verso le vittime e i parenti”. La morte di Valeria “e’ stato un attacco al modo di vivere occidentale. E’ stato un attacco all’essere cittadini, alla polis, alla comunita’. Ma penso che il processo – continua la madre di Valeria – lascera’ questo aspetto sullo sfondo per radicarsi sui fatti e su come sia stato possibile succedesse”. Dopo quel lutto “sia io che mio figlio e mio marito – racconta – abbiamo cercato di essere quelli di prima, speriamo di esserci riusciti. Nessuno ci ha lasciato soli, dalla citta’ alle istituzioni. Poi pero’, ci sono i momenti in cui sei da solo”, conclude.

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