Oddio l’hanno capito: senza tagli alla spesa niente calo delle tasse

di GIANMARCO LUCCHI

Ma guarda un po’ che anche il governo scopre l’acqua calda. Il taglio delle tasse passa necessariamente per la riduzione strutturale della spesa. La lotta all’evasione puo’ dare un contributo ma ”se come Paese non ci diamo un percorso di revisione della spesa, anche faticoso, parlare di riduzione fiscale e’ un’illusione”. Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, interviene alla presentazione del libro ‘Il salasso’ del giornalista del Sole 24 Ore Dino Pesole e sottolinea: ”Il salasso c’e’ ma e’ l’altra faccia della medaglia di un sistema, la spesa pubblica, che e’ ancora troppo grande”. Ohibò, fino a ieri ci hanno fatto una capa tanta, a cominciare dall’esimio presidente professor chiarissimo illustrissimo Mario Monti, che l’evasione è il cancro di tutti i nostri mali, che non si può far nulla se non la si combatte anche trasformando in delatori un popolo già attratto dallo spiare nel buco della serratura, e adesso vengono a dirci: si vabbè, ma se non si taglia la spesa pubblica siamo punto e a capo. Complimenti, noi nella nostra infima piccolezza, lo diciamo da quando siamo nati.
Alla presentazione si parla anche della delega fiscale. E’ una corsa contro il tempo in Senato, a ore scade il termine in Commissione Finanze per i nuovi emendamenti e il ministro dice: ”Speriamo che venga approvata” anche per tutte quelle semplificazioni che dovrebbero rendere la vita piu’ facile al contribuente. Parla della delega anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate , il mitico Attilio Befera e, in particolare, sulla norma, introdotta proprio in Senato, che prevede la detraibilita’ degli scontrini dalle tasse, il cosiddetto ‘contrasto di interesse’. Befera dice che la norma non lo convince affatto (e te pareva!!!) perche’ ”l’onesta’ per convenienza non la trovo corretta e la misura non porta quei vantaggi di cui tutti parlano”.
Il ministro Grilli ancora una volta frena dunque su un possibile taglio delle tasse a breve. La spesa e’ il punto di riferimento perche’ ”con il bilancio in pareggio solo diminuendo la spesa possono essere diminuite anche le tasse”. Poi c’e’ la lotta all’evasione fiscale che ”non e’ solo una battaglia di principio” perche’ attraverso il sommerso ”si altera la concorrenza e si altera il peso economico della nazione”. E dunque, oltre al danno anche la beffa. Non solo si pagano piu’ tasse per compensare quelli che non le pagano ma il Pil del nostro Paese include anche il sommerso e su questo si fanno i conti anche quando, per esempio, c’e’ da contribuire per i fondi di salvataggio.
La lotta all’evasione e’ il core business dell’Agenzia delle Entrate (anche se nessuno ci dice mai quanto sia il costo di questo ente persecutorio), ma Befera tiene a sottolineare anche il lavoro di semplificazione. Troppi 108 adempimenti e 113 pagamenti l’anno.
L’Agenzia sta lavorando per sfoltire questa burocrazia fiscale. ”Sto anche cercando di togliere il Cud”: un lungo giro tra sostituti di imposta, contribuenti, commercialisti. ”Ma perche’ non arriva direttamente a noi?”, chiede Befera.

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