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Eurabia, ecco come si arriva all’autodistruzione

RASSEGNA STAMPA

di SANDRO MAGISTERmali-islamist

(Solo una premessa. Il servizio pubblicato su l’Espresso a firma del noto vaticanista è del marzo 2003 e nonostante la data, mostra tutta la sua drammatica attualità. Da allora sono passati 11 anni di politiche remissive e buoniste, di intraprendenti aperture a tutto e a tutti. Oggi l’Italia è l’avamposto degli sbarchi di una invasione crescente. Avanti così e non sarà lo Stato, non sarà il fisco, non sarà Roma a prevalere. Ci penserà l’Islam...)

Europa provincia dell´islam? Il pericolo si chiama dhimmitudine
Il filoislamismo del Vecchio Continente viene da lontano. Dalla particolare protezione applicata dai musulmani conquistatori ai “dhimmi” cristiani ed ebrei.

ROMA – Nel suo scritto sulla guerra in Iraq intitolato “La rabbia, l´orgoglio, e il dubbio” – pubblicato negli Stati Uniti e in Italia su “The Wall Street Journal” del 13 marzo e sul “Corriere della Sera” del giorno successivo – Oriana Fallaci sostiene una tesi che fa scandalo:

«L´Europa non è più l´Europa. È diventata una provincia dell´islam come la Spagna e il Portogallo ai tempi dei Mori. Ospita sedici milioni di immigrati musulmani […]. Rigurgita di mullah, di ayatollah, di imam, di moschee, di turbanti, di barbe, di burqa, di chador, e guai a protestare. Nasconde migliaia di terroristi che i governi non riescono né a controllare né a identificare. Ergo la gente ha paura e sventolando la bandiera del pacifismo, pacifismo-uguale-antiamericanismo, si sente protetta».

Ma questa tesi non è nuova né isolata. È proposta pari pari da Enzo Bettiza, giornalista e saggista di rilievo, esperto in politica internazionale, in un capitolo del suo ultimo libro: “Viaggio nell´ignoto. Il mondo dopo l´11 settembre”, edito da Mondadori nell´ottobre del 2002.

E soprattutto ha a suo sostegno gli studi di una storica dell´islam di riconosciuto valore: nome di penna Bat Ye´or, nata in Egitto, cittadina britannica, residente in Svizzera.

In una serie di saggi pubblicati in Francia e negli Stati Unit, Bat Ye´or ha ricostruito in termini nuovi rispetto agli schemi correnti la teoria e la pratica – dalle origini a oggi – della jihad islamica, o guerra santa, e soprattutto della “dhimmitudine”: la condizione assegnata ai cristiani e agli ebrei dalla dottrina musulmana.

La parola araba “dhimmi” si traduce “protetti”. Ed è quello che sostiene Oriana Fallaci: i cristiani d´Europa, col loro filoislamismo, cercano protezione. Anzi, vivono come già sentendosi dhimmi.

Enzo Bettiza aggiunge che questo sentimento di dhimmitudine è una trappola ideata dalle moderne élite islamiste per la conquista dell´Europa e del mondo. Una trappola che già funziona: molti europei, «volenti o nolenti, consapevoli o meno, già collaborano da tempo alla propria metamorfosi in dhimmi».

Bettiza cita un saggio pubblicato nel 2002 da Bat Ye´or sulla rivista di Parigi “Commentaire”, fondata da discepoli di Raymond Aron. Il saggio ha per titolo: “Ebrei e cristiani sotto l´Islam. Dhimmitudine e marcionismo”. In esso, l´autrice mostra come tredici secoli di protezione/sottomissione esercitata dai musulmani sulle popolazioni infedeli hanno lasciato una traccia profonda anche nel modo con cui l´Europa di oggi si rapporta all´islam.

Tra i «servigi» di questa «dhimmitudine occulta» dell´Europa c´è il lassismo nei confronti dell´immigrazione musulmana. C´è la tolleranza dei separatismi culturali sul proprio territorio. C´è la concessione di aiuti finanziari a governi ferocemente ostili all´Occidente. C´è il discredito dello Stato d´Israele. C´è la comprensione per il terrorismo palestinese e islamista. C´è lo scudo umano offerto dai frati francescani ai guerriglieri arabi rifugiati nella basilica di Betlemme. C´è il silenzio su secoli di jihad islamica rimpiazzato dall´autoflagellazione per le crociate: «il male viene attribuito a ebrei e cristiani per non urtare la suscettibilità del mondo musulmano, che rifiuta ogni critica al suo passato di conquiste».

Insomma: «L´antico universo della dhimmitudine, con la sottomissione e il servilismo come pegni di sopravvivenza, è stato ricostituito nell´Europa contemporanea».

In più, Bat Ye´or mostra che c´è anche una dhimmitudine teologica all´origine del filoislamismo di molti cristiani che vivono in paesi arabi. Una dhimmitudine che ridà vita alla dottrina di Marcione: un eretico del secondo secolo che, per dare il massimo riconoscimento al Dio amorevole del Vangelo, negò ogni valore alla Bibbia ebraica, ritenuta espressione di un Dio ingiusto e crudele.

Oggi, questo marcionismo rivive tra i cristiani d´Oriente nella visione di un Gesù arabopalestinese e antiebraico, in tendenziale concordanza con la visione islamica della storia.

Bettiza non accetta le conclusioni di Bat Ye´or su un´Europa già in piena «sindrome dhimmi». Ma ritiene questa deriva un reale pericolo.

Mentre Oriana Fallaci la denuncia come già avvenuta. Vero o no questo giudizio, resta il fatto che l´attuale conflitto tra Europa e America sulla guerra all´Iraq nasce anche da un´esperienza di dhimmitudine che solo il Vecchio Continente ha provato. Mimetismo filoislamico come protezione.

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Di Bat Ye´or, due importanti saggi sul tema della dhimmitudine sono:

“Islam and Dhimmitude: Where Civilizations Collide”, Dickinson University Press, 2001;

e

“Les Chrétientés d´Orient entre Jihad et Dhimmitude. VII-XX siècle”, Les Editions du Cerf, Paris, 1991 (“The Decline of Eastern Christianity under Islam. From Jihad to Dhimmitude”, Associated University Presses, 1996).

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Sulla dhimmitudine teologica delle Chiese arabocristiane, c´è in questo sito il saggio di un insigne biblista gesuita:

> Rossi de Gasperis: la Shoah spirituale attuata dagli arabocristiani (27.3.2002)

E sul marcionismo di talune correnti pacifiste:

> In questa Bibbia crudele io non credo più. Parola di pacifista (28.1.2003)

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Sul rapporto intercorso tra i frati francescani di Betlemme e gli occupanti della basilica della Natività:

> Betlemme. La disinformazione della fame e della sete (13.5.2002)

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I link ai due quotidiani sui quali Oriana Fallaci ha pubblicato il suo ultimo scritto: “La rabbia, l´orgoglio, e il dubbio”:

> “The Wall Street Journal”

> “Corriere della Sera”

 

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17.3.2003

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5 Comments

  1. Troppo complicato. All’autodistruzione si arriva quando a fronte di un problema si aspetta sempre che scenda dal cielo qualcuno a risolverlo al posto nostro.

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