Obbiettivo statuto speciale del Piemonte, passando dai contadini

di MASSIMO IARETTI*

Il Partito dei Contadini d’Italia, realtà che fu molto attiva nelle campagne nel primo e nel secondo dopoguerra, soprattutto in Piemonte (ed in particolare in Provincia di Asti) quali tracce ha lasciato nel mondo d’oggi? L’interrogativo è stato posto nel seminario – incontro “L’eredità del Partito dei Contadini” che si è svolto a Casorzo, organizzato dal Movimento Progetto Piemonte – MPP e dalla Rivista Storia Ribelle. Nel salone Giuseppe Verdi, dopo un breve cenno di salute del sindaco Ivana Mussa, e del consigliere casorzese Marco Zatti, il presidente dell’MPP, Massimo Iaretti ha sottolineato come, attraverso iniziative di questo genere, il Movimento voglia riscoprire pagine di storia del Piemonte che altrimenti rischierebbero di cadere nel dimenticatoio e ha evidenziato come la presenza dei Contadini in Parlamento (4 deputati alle elezioni del 1924, deputati alla Costituente e nelle prime legislature della Repubblica), si fondasse su un programma che ancora oggi suona attualissimo su temi come “difesa della libertà, modificazione delle imposte, giustizia ed istruzione gratuite, riduzione e sveltimento della democrazia”. A tal proposito Iaretti ha ricordato l’impegno dell’MPP per la difesa dei collegamenti ferroviari e degli uffici del giudice di pace, in particolare quello di Moncalvo, parole che hanno avuto un’eco nell’intervento del presidente del consiglio provinciale di Asti, Marco Galvagno, presente al seminario, che ha annunciate come il Consiglio Provinciale di Asti abbia in calendario per la seduta del 20 giugno un ordine del giorno proposto da MPP a salvaguardia dell’ufficio giudiziario moncalvese.
Roberto Gremmo, giornalista, storico e politico autonomista di lungo corso (è stato consigliere regionale in Valle d’Aosta, consigliere provinciale a Torino, consigliere comunale a Torino ed a Bussoleno) ha ripercorso il cammino storico dalla nascita del movimento, per l’aumento della tassa sul vino nel dopo – guerra, che portò moltissimi contadini ad unire le loro forze, al ruolo avuto dai fratelli Giacomo ed Alessandro Scotti, alle principali battaglie portate avanti da un movimento che aveva le sue radici nelle campagne e che si trovò in contrapposizione con il fascismo, fenomeno essenzialmente urbano, al significato del “Da Noi” (nell’accezione del dire “Facciamo da noi, con le nostre forze, a tutela del nostro suolo”), per giungere al secondo dopo guerra ed al ruolo che ebbe il Partito dei Contadini, pur ridotto nei termini, nel 1953, quando il suo mancato apparentamento con i partiti di centro (fu forte in questo senso l’opposizione dei Democristiani che vedevano nel Partito dei Contadini un rivale nell’egemonia nel mondo rurale) e fu una delle cause della mancato raggiungimento per fare scattare il premio di maggioranza da quella che è rimasta nella storia come la “Legge truffa”. Gremmo, direttore della Rivista Storia Ribelle, ha poi evidenziato come “tutti i discorsi in materia di tutela del territorio e di chi lo vive passano attraverso un concetto, che è quello dell’autonomia speciale, sul modello del Trentino”.

Iaretti, che ha ricordato come MPP abbia come obiettivo lo Statuto speciale per la Regione Piemonte, ha anche evidenziato le priorità del Movimento, nella tutela dell’agricoltura, della collina e della montagna. Nel dibattito che è seguito alla relazione di Roberto Gremmo, il coordinatore MPP e consigliere comunale a Parella, Piermassimo Guarnero, nel ricordare la propria origine contadina, ha esortato, raccogliendo applause convinti dai presenti, a proseguire nell’impegno a sostegno ed a tutela dell’agricoltura, per evitare che si disperda un patrimonio che è proprio del Piemonte.

*Presidente Movimento Progetto Piemonte

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