Nursing Up, male gli incentivi solo ai medici di pronto soccorso

“E’ doveroso accogliere e dare voce alla rabbia e al disappunto degli infermieri piemontesi, alle prese con la notizia, ennesimo paradosso messo in atto dalle nostre Regioni, di aumentare gli stipendi dei medici che lavorano nei pronto soccorsi, con incentivi economici che vanno dai 40 ai 100 euro l’ora, lasciando, almeno per il momento, con un pugno di mosche nelle mani, tutti gli altri operatori sanitari e i professionisti del comparto non medico. Ma non solo in Piemonte, già il Veneto si è reso protagonista di una scelta poco felice, arrivando a pagare gli straordinari dei medici dei pronto soccorsi fino a 100 euro l’ora, e lasciando agli infermieri le briciole di una indennità annuale di 1.300 euro. Non vorremmo che altre regioni, che vivono le medesime delicate situazioni, adottassero provvedimenti simili, profondamente lesivi per gli infermieri”.

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. “Quegli stessi infermieri – prosegue – che, con la loro autonomia, con le loro competenze, non possono essere esclusi da un provvedimento chiave e continuare a essere vittime di una disparità di trattamento retributivo che, con la professione medica, ha raggiunto margini che non sono più tollerabili”. “Solo pochi giorni fa – spiega – abbiamo portato all’attenzione della collettività, l’emergenza di una regione Piemonte che non è più in grado, in particolare negli ospedali di Torino e provincia, di affrontare il fabbisogno una mole di pazienti che diventa insostenibile proprio nei fine settimana, quando tra il Molinette, il Regina Margherita, e gli altri nosocomi della cintura torinese, le richieste di intervento aumentano a dismisura, dal momento che i medici di base vengono meno. I numeri parlano chiaro: nei week-end gli operatori sanitari dei pronto soccorsi piemontesi, vivono la realtà di un picco di pazienti che tocca, solo nei nosocomi cittadini, gli oltre mille accessi in meno di 24 ore”.

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