Nuovo presidente, requisiti usato sicuro per la casta. Ma il cattocomunismo piace agli Usa

di GIOVANNI D’ACQUINOquirinale02

Non poteva che andare così. Lo studio di Openpolis su età, scrutini e cursus honorum fanno affermare con tutta tranquillità che Mattarella era la novità che si poteva prevedere.

Dopo nove anni di Napolitano, cosa poteva succedere? Sergio Mattarella rispecchia pienamente l’identikit dei passati inquilini del Quirinale.

Lo dicono i dati: l’età, 74 anni a luglio. Quarto scrutinio, e su dodici elezioni, ben quattro sono finite al quarto scrutinio (33,3%), percentuale più alta davanti ai due Presidenti eletti al sedicesimo scrutinio (Pertini e Scalfaro), e ai due eletti al primo (Cossiga e Ciampi).

Poi c’è la sua carriera, il cursus honorum. Se gli incarichi più ricorrenti prima del Colle per i precedenti inquilini erano Ministro e Deputato, Sergio Mattarellasegue in pieno questa tendenza. Eletto in Parlamento nel 1983 è stato anche Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Ministro della Pubblica Istruzione e Ministro della Difesa (ultimo incarico governativo dal 1999-2001). Unica novità è rappresentata dal suo essere Giudice della Corte Costituzionale dal 2011, primo Presidente della Repubblica che ha ricoperto questo incarico prima di salire al Colle. Per il resto, non poteva che essere lui.

Anche la percentuale dei voti ottenuti – conferma Openpolis – continua nel trend dei suoi predecessori. Con i suoi 665 voti su 995 votanti (66,8%), Sergio Matterella si posiziona esattamente a metà classifica tra le percentuali di voto che hanno eletto gli ex Presidenti della Repubblica. Il nuovo inquilino del Colle si posizione tra Luigi Einaudi (59,47%) e Oscar Luigi Scalfaro (67,07%).

Poi, aggiungiamo noi, è un cattocomunista. E gli Usa, da sempre, apprezzano.

 

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