Nuove metro a Milano. Le altre regioni (quali?) bloccano la politica del fare

di Roberto Bernardelli – Oibò. Che stupore. Milano, come città, come simbolo, come idea del fare, non ha mai avuto vita facile, eppure tiene il passo ed è capitale europea. Nonostante tutto. Nel leggere alcune dichiarazioni di importanti manager che sovrintendono allo sviluppo della rete dei trasporti (hai detto niente? per Milano è l’essenziale), capiamo che c’è una sorta di “razzismo”, di pregiudizio al contrario.

“Per M4 il comune deve pagare 100 milioni l’anno per 32 anni alla societa’, sia per il servizio sia per il debito contratto per costruire la linea, che e’ la parte rilevante”. Lo ha spiegato il direttore generale di Atm, Arrigo Giana, parlando con la stampa l’altra notte a margine di una visita nella galleria della stazione metropolitana di Amendola M1 volta a illustrare alcuni interventi di manutenzione straordinaria. “Il Comune di Milano – ha inoltre detto Giana – avrebbe diritto a un incremento del fondo nazionale trasporti per il fatto di avere aperto l’M5, apre l’M4, fa estensioni di rete. Il problema e’ che il criterio di distribuzione dei soldi del fondo e’ quello storico e ogni volta che si inseriscono dei criteri di premialita’ che dovrebbero favorire Milano, tutte le altre regioni bloccano”.

Ah ecco. Fuori però i nomi. Così sappiamo ancora una volta di più che anche solo col nostro residuo fiscale si potrebbe fare da soli, e alla grande.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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