Nuova rapina dello stato ladro: si vuole prendere gli immobili dei Comuni

di GIANMARCO LUCCHI

Prima il patto di stabilità che ha congelato i soldi dei Comuni virtuosi. Poi la Tesoreria statale attraverso la quale il governo dei tecnici ha trasferito i fondi comunali direttamente a Roma, per meglio controllare che nessuno li toccasse e per creare un fondo di garanzia rispetto agli impegni europei. E adesso è il momento della terza rapina di stato: a sottolinearne la pericolosità è stato ieri il sindaco di Varese Attilio Fontana intervenendo al congresso federale della Lega in corso al Forum di Assago.

“In cinque anni – ha detto Fontana – ai Comuni sono stati tagliati 8,5 miliardi di euro, mentre nello stesso lasso di tempo la pubblica amministrazione ha accumulato un ulteriore buco per 50 miliardi. Ma adesso vogliono mettere le mani su tutti gli immobili comunali. Da Roma, infatti, stanno mettendo a punto un provvedimento attraverso cui tutti gli immobili di proprietà comunale, stimati a un valore di 225 miliardi, vengano conferiti in un fondo con capitale sociale da un miliardo di euro. A noi amministratori dei Comuni, dunque, non ci daranno nessun quattrino, ma dei pezzi di carta che formalmente rappresenteranno una quota di tale fondo. Ma la gestione dell’enorme patrimonio sarà accentrato a Roma e ne faranno ciò che vogliono”.

Altro che federalismo fiscale, altro che federalismo demaniale: qui siamo alla spoliazione scientifica e sistematica di tutto il patrimonio dei Comuni, gli unici presidi nei quali ancora la gente si riconosce a differenza dello sfascio superiore, ma che progressivamente vengono depredati per essere ridotti a enti incapaci di intendere e di volere, al solo scopo di mantenere in vita il mostro statale.

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