Nuoto, nuovo oro e anche bronzo nella 25 km di fondo ma i giornali bucano. Esiste solo il Dio del calcio

di CASSANDRAnuoto

Per chi ha avuto la fortuna di seguire la diretta nell’ora di pranzo, almeno negli ultimi chilometri finali, della massacrante 25 km di fondo maschile ai mondiali di nuoto in Russia, le immagini della vittoria di Simone Ruffini, marchigiano, e di Matteo Furlan, di Pordenone, terzo sul podio, resteranno impresse nella memoria.

Fare a nuoto 25 km nelle acque fredde e mosse di Kazan, e non trovare poi alcun riscontro sui media, né sulle agenzie, persino neppure sul sito della Federazione italiana nuoto, fermo all’aggiornamento al giorno prima, il 9 agosto, e non ancora aggiornato a pomeriggio inoltrato nonostante il medagliere da rimpolpare, non è un omaggio allo sport e alla fatica.  Riuscivamo, alle 16,44, dopo annose ricerche, a trovare l’evento su SportMediaset.

Finalmente qualcuno scriveva! Le agenzie, statene certi, erano però piene di aggiornamenti sull’under 21 di calcio. Di chi si ammazza di fatica vera senza avere in cambio milioni di euro, non una riga.

Poi si parla di giornalismo etico e di principi da difendere.

La parola vergogna non basta. Vorrei andarmi a nascondere per la figura di emme dell’informazione. Tutta. Giornali, agenzie, uffici stampa.

E continuerò a detestare il gioco del calcio, drogato come pochi, da miliardi di euro con milioni di spettatori al seguito incapaci di distinguere un congiuntivo da un condizionale.

Chiediamo scusa ai due eroi della maratona di nuoto, Ruffini e Furlan. L’Italia non li merita.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

5 Stelle: rimpatri forzati, in Italia entra chi non deve

Articolo successivo

Londra: o l'Europa salva se stessa o accoglie milioni di africani