“Not In My (Vatican) Back Yard”. Bollentini: Papa e Salvini, oltre il confine del buon senso…

di CLAUDIO BOLLENTINI

(labissa.com)papa salvini – Tra le polemiche tipicamente estive che riempiono le pagine dei giornali è il confronto Bergoglio-Salvini ad aggiudicarsi la maggiore attenzione degli italiani in questo afosissimo agosto del 2015. Se Papa Francesco ammonisce chi respinge i migranti: “Questo è un atto di guerra, questo si chiama violenza, si chiama uccidere”, Salvini replica: “Respingere i clandestini un crimine? No, un dovere. Sbaglio?” L’ultimo battibecco in ordine di tempo di una serie ormai piuttosto lunga. Un mese fa fu il dono del presidente boliviano Morales al Papa in visita a La Paz, un crocefisso su falce e martello, a scatenare Salvini: “Io non sono rimasto incuriosito, sono rimasto schifato”, commentò Salvini: “Adesso va bene tutto, però sorridere, rivendicare, me lo porto a casa è un’offesa a chi in nome di quel simbolo ci ha lasciato la vita”. Ma sono sempre stati i migranti il piatto forte della diatriba. A giugno il pontefice si spinse “a chiedere perdono per le persone e le istituzioni che chiudono la porta a questa gente che cerca vita, una famiglia, che cerca di essere custodita”. E Salvini a stretto giro, piccato, rispose: “Quanti rifugiati ci sono in Vaticano? Il problema è che i rifugiati sono un quarto di quelli che arrivano, noi non abbiamo bisogno di essere perdonati”.

Ad un attento e imparziale osservatore non può sfuggire il fatto che l’asticella del buon senso sia stata abbondantemente superata da entrambi. Il Papa seguirà anche la sua missione, ma le affermazioni che pronuncia sembrano più di taglio politico, soggettive, rozze, intempestive e poco informate della situazione reale che dichiarazioni prudenti da capo della Chiesa cattolica attento al lato umano di qualsiasi fenomeno. Salvini fa il suo lavoro di politico demagogo e populista e certamente questo argomento è tutto grasso che cola. Non chiede altro per allargare la platea dei suoi seguaci. In mezzo, di fronte, a favore di uno o dell’altro, contro l’uno o contro l’altro si sono scatenate tutte le squadre e le confraternite dell’ideologia nostrana, da destra a sinistra. Con una netta prevalenza delle schiere di contestatori a sinistra, infarcite di radical chic, sinistra snob, cattocomunisti, antagonisti vari e il vasto universo di chi fa la carità con le risorse degli altri. Uno spettacolo stucchevole, a tratti spiacevole, specchio di un paese che non riesce ad affrontare nessun problema, nessuna emergenza con fare pragmatico e strategico. In un periodo ancora più delicato per giunta, proprio perché siamo alla fine di una lunghissima crisi economica che ha stremato il Paese. Per non parlare del governo Renzi, inetto e mediocre nell’affrontare il problema e dell’Europa assente e disinteressata. Un corto circuito grazie al quale il fenomeno sembra proliferare ancora meglio.

(segue – http://www.labissa.com/editoriale/item/16319-not-in-my-vatican-back-yard)

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