NORD: LE BANCHE NON FINANZIANO E LA MAFIA SI PRENDE LE IMPRESE

di REDAZIONE

Negli ultimi anni anche l’usura e’ diventato terreno di conquista per le mafie, con una variante sul tema: le organizzazioni criminali cercano infatti di “acquisire le proprieta’ degli usurati, invece di puntare a ottenere solo la restituzione del capitale prestato con gli interessi”. A dirlo e’ Enzo Ciconte, ex senatore ed esperto dei fenomeni legati alla criminalita’ organizzata, che ha curato una relazione di oltre 200 pagine sulle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna. Il volume sara’ presentato oggi alle 15 in un convegno nella sede della Regione, in viale Aldo Moro a Bologna. A causa delle crisi economica, poi, Ciconte segnala che le mafie stanno allargando il loro raggio d’azione anche alle attivita’ di recupero credito. Addirittura, “in alcune aree della regione i clan sono riusciti ad acquisire imprese e patrimoni sfruttando le difficolta’ economiche di aziende prima non legate al mondo mafioso”. Ciconte parla di “esproprio mafioso” e addebita la responsabilita’ alla “inadeguatezza del sistema bancario” e alla “scarsa protezione offerta dalle organizzazioni d’impresa”.

Secondo l’esperto, dunque, “il sistema economico e bancario locale non ha voluto o saputo trovare risposte per gli imprenditori in difficolta’, che si sono cosi’ consegnati alla mafia senza che questa dovesse utilizzare la violenza”. Va pero’ sottolineato che “la maggior parte delle vittime di estorsioni e di forme di controllo mafioso sono coloro che provengono dalle stesse aree geografiche degli indagati”. Insomma, le mafie in Emilia-Romagna colpiscono “gli stessi gruppi di origine”, a causa della “maggiore debolezza degli imprenditori conterranei, che conoscono la forza dell’intimidazione mafiosa”, confermando “l’ostilita’ del mondo imprenditoriale locale”. Insomma, secondo Ciconte, “la mafia riproduce anche in Emilia-Romagna alcuni dei suoi comportamenti piu’ tipici, ma tende a mantenerli limitati a gruppi che conoscono la cultura mafiosa e la subiscono”. Tra l’altro, “molte delle strategie sono decise nelle terre d’origine dei clan”, perche’ la mafia qui “non e’ autonoma”.

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